DAI PALAZZI11:56 - 21 luglio 2011

Papa, la Camera dice sì all'arresto.
Berlusconi: «È una vergogna»

L'ex magistrato ha passato la notte in carcere. Il Senato, invece, ha "salvato" Alberto Tedesco

di Flavia Parini
<p>Papa, la Camera dice sì all'arresto.<br />
Berlusconi: «È una vergogna»</p>
PHOTO LAPRESSE

Con 319 voti a favore e 293 contrari, ieri la Camera dei deputati ha detto sì all'arresto dell'onorevole del Pdl Alfonso Papa. L'ex magistrato, coinvolto nell'inchiesta sulla P4, ha passato la notte nel carcere di Poggioreale.

A nulla è servito il voto segreto, richiesto dal Pdl e dal gruppo Popolo e Territorio (ex Responsabili): la maggioranza dei deputati ha deciso di autorizzare la procura di Napoli a procedere all'arresto del parlamentare del Pdl.

Determinanti sono stati i voti della Lega: se, infatti, le opposizioni avevano da subito dichiarato l'intenzione di votare a favore, gli esponenti del Carroccio sembravano invece combattuti tra la lealtà al premier Silvio Berlusconi e le indicazioni arrivate da Umberto Bossi («la Lega voterà sì, ma lasciando libertà di coscienza») e dall'ancor più convinto per il sì Roberto Maroni.

E sono stati proprio i voti dei leghisti a sconcertare il presidente del Consiglio, che all'inizio della giornata si era dichiarato «ottimista» e che al momento della lettura dei risultati della votazione ha sbattuto un pugno sul tavolo e ha alzato gli occhi al cielo. «È una vergogna», ha detto Berlusconi.

Alfonso Papa, invece, ha detto di sentirsi come «un prigioniero politico», mentre il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, sostiene che il voto dovrebbe essere ripetuto perchè non è stata rispettata la segretezza del voto. Molti deputati del Pd, infatti, avrebbero votato con il solo dito indice (chiudendo il resto della mano) in modo da rendere palese il sì.

Intanto, anche al Senato era in corso la discussione su una richiesta analoga per Alberto Tedesco, senatore del Pd passato al gruppo Misto, indagato dalla procura di Bari per la sanità pugliese. In questo caso, però, il Senato ha espresso voto contrario all'arresto con 151 no e 127 sì (11 astenuti).

Essendo il voto avvenuto anche qui con scrutinio segreto, non è chiara la partenità dei voti: qualcuno accusa alcuni senatori del Pd più vicini a Tedesco (che aveva chiesto all'aula di votare sì, sposando la linea ufficiale del Pd), mentre altri additano alcuni senatori della Lega che, per coerenza, avrebbero seguito la linea tenuta dai colleghi della Camera. Alberto Tedesco è dunque "salvo" e, secondo le sue prime dichiarazioni, non ha intenzione di dimettersi.

La decisione presa ieri dalla Camera, oltre ad avere un'importanza politica, ha anche una rilevanza storica: erano 27 anni, infatti, che i deputati non si esprimevano a favore dell'arresto di un collega (non successe nemmeno negli anni di Tangentopoli). L'ultima volta fu nel 1984, quando fu autorizzato l'arresto di Massimo Abbatangelo (Msi-Dn), condannato per l'assalto del 1970 a una sezione napoletana del Pci.


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