DALL'ITALIA12:24 - 02 agosto 2011

Strage di Bologna, 31 anni di polemiche e rabbia

Oggi la commemorazione delle 85 vittime, assente ancora il governo

di Simona Marchetti
<p>Strage di Bologna, 31 anni di polemiche e rabbia</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Alle 10,25 del 2 agosto 1980 una bomba devastava la sala d'aspetto della stazione di Bologna, causando la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200, in quella che ancora oggi è considerata la peggior strage che abbia colpito l'Italia dal dopoguerra.

Come ogni anno da quel triste giorno, un corteo con in testa i familiari delle vittime è partito da Piazza Maggiore alle 9, per raggiungere la stazione proprio alle 10,25, dove è stato accolto dal suono di una sirena, a cui ha fatto seguito un minuto di silenzio, in memoria di coloro che morirono 31 anni fa.

E come ogni anno non sono mancate le polemiche per la mancata presenza del governo alla cerimonia (a rappresentarlo, il prefetto Angelo Tranfaglia, un comportamento definito «inqualificabile» dal presidente dell'Associazione familiari delle vittime, Paolo Bolognesi) e le recriminazioni per una strage che resta ancora senza un mandante, mentre gli esecutori materiali dell'attentato sono stati identificati negli ex Nar Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.

«Il ricordo della strage di Bologna è scolpito nella coscienza della Nazione - si legge in un passo della lettera inviata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Bolognesi - e sollecita ogni giorno l'impegno civile dell'intera collettività nel prevenire qualsiasi rigurgito di intolleranza e di violenza. Merita perciò gratitudine e apprezzamento la passione civile con la quale la sua associazione si batte per l'ulteriore accertamento della verità storica e processuale su quel barbaro e folle episodio di terrorismo eversivo».

Più o meno dello stesso tenore il tono del messaggio inviato dal presidente del Senato, Renato Schifani, al sindaco di Bologna Virginio Merola, nel quale viene sottolineato come «quel giorno drammatico in cui persero la vita 85 persone e 200 rimasero ferite» continui a rappresentare «uno degli episodi più tragici della nostra storia», mentre sul suo profilo Facebook Antonio Di Pietro chiede che venga fatta piena luce sulla strage «per rispetto di tutti coloro che quel 2 agosto 1980 persero la vita».

E a proposito delle indagini, la Procura di Bologna ha aperto un nuova inchiesta contro ignoti, mentre un altro filone porta dritto al terrorista internazionale Carlos e a Tomas Kram, del gruppo rivoluzionario tedesco Revolutionaere Zellen che pernottò all'Hotel Centrale di Bologna nella notte fra l'1 e il 2 agosto 1980, ma con il suo vero nome.


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