DAL MONDO13:46 - 03 agosto 2011

Egitto, Mubarak accusato di omicidio premeditato

Al via il processo contro l'ex rais per i morti della rivoluzione di gennaio

di Simona Marchetti
<p>Egitto, Mubarak accusato di omicidio premeditato</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

Omicidio premeditato nei confronti di oltre 850 manifestanti durante la rivoluzione del gennaio e febbraio scorsi e corruzione: queste le accuse formulate dalla procura egiziana nelle prime fasi del processo che si è aperto oggi al Cairo contro l'ex rais d'Egitto, Hosni Mubarak, e contro l'ex ministro dell'Interno, Habib el Adly (già condannato per malversazioni di fondi pubblici).

Sdraiato su una barella nella gabbia degli imputati, coi figli Gamal e Alaa lì vicino e coi quali ha parlato spesso durante la requisitoria del pubblico ministero, l'ex-dittatore (arrivato a bordo di un'ambulanza, visto che è detenuto presso l'ospedale di Sharm el-Sheikh) è apparso visibilmente commosso e ha preso la parola per pochi istanti, negando ogni accusa: le immagini, trasmesse in diretta su un maxi schermo posto all'esterno dell'accademia di polizia dove si tiene il dibattimento, sono state accolte da scene di gioia da parte della folla.

È la prima volta che Mubarak ricompare in pubblico dal 10 febbraio, il giorno in cui pronunciò in diretta tv il suo ultimo discorso da presidente egiziano prima di lasciare il potere dopo trent'anni. Centinaia le persone presenti in aula, comprese le famiglie delle vittime, divise da una grande inferriata di metallo da quelle degli accusati.

Numerosi poliziotti in assetto antisommossa sono dovuti intervenire all'esterno dell'edificio per porre fine alla fitta sassaiola inscenata dai manifestanti pro e contro Mubarak.

Intanto si è appreso che la giornalista della BBC, Shayma Khalil, è stata rilasciata dopo aver passato venti ore in una base militare, a seguito del fermo operato dalle autorità durante le operazioni per allontanare i manifestanti dalla piazza: la Khalil è il primo giornalista straniero accreditato a essere arrestato dalla fine del regime di Mubarak. «Vogliamo lavorare con calma - ha spiegato il giudice Ahmed Rifaat aprendo il dibattimento - e fare un processo giusto, nell'interesse del popolo».


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