DAI PALAZZI21:06 - 05 agosto 2011

Berlusconi e Tremonti: al via le misure economiche anti-crisi

Conferenza stampa a Palazzo Chigi e una battuta sui loro presunti dissidi

di Simona Marchetti
<p>Berlusconi e Tremonti: al via le misure economiche
anti-crisi</p>
PHOTO LAPRESSE

La Camera fa gli straordinari, restando aperta anche la prossima settimana per i lavori delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio, interessate dalle misure economiche anti-crisi annunciate venerdì sera dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa congiunta tenuta a Palazzo Chigi con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che segue di soli due giorni il discorso fatto in Aula dal premier sulla portata della recessione in Italia.

«Il mondo è entrato in una crisi finanziaria senza precedenti - ha detto Berlusconi - che investe tutti i paesi, ma che non rispecchia né la realtà né i fondamenti economici. Ecco perché abbiamo pensato ad un'opportuna accelerazione delle misure introdotte nel decreto legge manovra, con la possibilità del raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 anziché nel 2014».

«Il ministro dell'Economia andrà in Parlamento a indicare gli interventi sulle deleghe fiscali e assistenziali che speriamo siano approvate presto, nei prossimi mesi se non a settembre, dalle commissioni che saranno convocate nei prossimi giorni».

A un certo punto Tremonti ha bisbigliato qualcosa all'orecchio del premier, che gli ha stretto la mano e non si è lasciato sfuggire l'occasione di fare una battuta sulle presunte divergenze con il ministro:

«Io e Tremonti dobbiamo risolvere un contenzioso - ha scherzato Berlusconi - e perciò abbiamo deciso di sfidarci a duello domattina all'alba, dobbiamo solo scegliere l'arma».

Il presidente del Consiglio ha poi riferito di una telefonata con il presidenteObama («C'è un'attenzione particolarissima della speculazione internazionale su di noi, a cui bisogna cercare di mettere un argine») e di un'imminente convocazione del G7.

«Ho passato tutto il pomeriggio al telefono con i colleghi europei - ha detto Berlusconi - per concordare le misure tra di noi e con il presidente francese Sarkozy abbiamo deciso di anticipare a tra pochi giorni la convocazione di un G7 dei ministri delle finanze».

Quanto all'introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Costituzione, Tremonti ha spiegato che non verrà cambiato «ma semplicemente anticipato di un anno».

L'obiettivo dichiarato da Tremonti è quello di arrivare all'approvazione della delega assistenziale, «per garantire ciò che si può dare a chi ha bisogno e intervenire sul problema dei falsi invalidi».

Una volta approvata questa, «potrà essere fatta anche la riforma fiscale a saldi invariati», mentre per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro, il ministro dell'Economia ha spiegato che «esiste un testo importante, già elaborato, che sarà presentato alle parti sociali per arrivare poi in Senato».

Duro il commento di Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, secondo il quale Berlusconi «vuole fare le riforme coi fichi secchi e continua a chiudere gli occhi davanti alla crisi, facendosi gli affari suoi», mentre «dei quattro punti indicati dal governo, solo uno è valido, ovvero quello che anticipa le misure della manovra dal 2014 al 2013».

Più morbido, invece, il giudizio di Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e Libertà, che accoglie con favore la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio e l'anticipo dell'equilibrio economico, «anche se restano forti dubbi sulle misure previste per il raggiungimento del pareggio».


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RISULTATI
gabriele 61 mesi fa

TUTTI GLI INTERNAUTI DOVREBBERO METTERSI D'ACCORDO E FARE UNA DIMOSTRAZIONE

gabriele 61 mesi fa

VOCE CHE CLAMA NEL DESERTO

gabriele 61 mesi fa

IL PROBLEMA NN è DESTRA O SINISTRA O CENTRO . IL PROBLEMA SONO LORO LA CLASSE DIRIGENTE MALATA, CHE NN GLIENE IMPORTA UN FICO DEL POPOLO, TAGLI TAGLI TAGLI , MA NON PER RIMANERE NEL TETTO E IN EUROPA CI MARTELLANO MA SOLO PER CERCARE DI MANTENERE UL LORO STATUS IN UNA SITUAZIONE DEL GENERE CHE COMINCINO LORO A DARE L'ESEMPIO, SE TOLGONO A NOI 100 EURO MENSILI NON ARRIVIAMO A FINE MESE, MA SE LA CASTA SI ADEGUA CON I COSTI AGLI ALTRI PAESI ,SICURAMENTE NN FARANNO LA FAME .

gabriele 61 mesi fa

trent'anni di manovre e il buco si allarga sempre piu'. tagli tagli tagli e il buco si allarga sempre piu'. e allora ????? evidentemente taglianjo dove non serve, e lo sappiamo tutti dove devono tagliare, ma nessuno osa farlo per interessi poiliti........ed è proprio li dove devono tagliare , i costi della politica che ssappiamo tutti essre ONEROSA rispetto ad altri paesi EUROPEI e del mondo . Secondo me se non si muove il popolo sovrano non succedera mai nulla, seguiteranno a tagliarci tutto ad aummentare le tasse ma la CASTA NON SI TOCCA. E' VERO SIAMO UN BRANCO DI RINCOGLIONITI!!!!!!!!!!!!!!!

Giovanna 61 mesi fa

Ora l'unico è stare in EUROPA. CHE VI VADA O NO.

v 61 mesi fa

vergogna di essere italiani la storia dice che abbiamo perso tutte le guerre incominciate con un alleato finite con un altro. anche questa volta eravamo amici di gheddafi baciandogli la mano, e quando sono iniziati i bombardamenti sulla Libia abbiamo mandato i nostri aerei a bombardare.forse e colpa di bersani e di pietro. quando tutto il mondo va nella direzione opposta ,e la storia ci insegna,che non siamo alleati affidabili in quanto abbiamo iniziato ,tutte le guerre,con un all

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