DAL MONDO11:15 - 22 agosto 2011

Tripoli, i ribelli conquistano la città. Giallo sulla sorte di Gheddafi

Si combatte ancora vicino al bunker del rais. Catturati tre dei suoi figli

di Flavia Parini
<p>Tripoli, i ribelli conquistano la città. Giallo sulla sorte di
Gheddafi</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

Il regime di Gheddafi è arrivato al capolinea. Dopo 42 anni di dittatura e sei mesi di guerra, il colonnello è stato infine messo con le spalle al muro.

Con un'avanzata iniziata domenica pomeriggio, infatti, i ribelli libici che da mesi, aiutati dalla Nato, lottano per far cadere il rais e istituire un governo democratico, sono riusciti ad entrare a Tripoli e a conquistare il controllo di circa l'80% della capitale. Gli scontri tra le forze di sicurezza di Gheddafi e i libici in rivolta sono continuati per tutta la notte e i ribelli hanno catturato tre figli di Gheddafi: l'ormai ben noto Saif, il primogenito Mohammed e l'ex calciatore Saadi.

È giallo, invece, sulla sorte di Gheddafi: secondo alcune fonti il rais sarebbe infatti nascosto nel suo bunker, mentre secondo altre voci avrebbe già trovato rifugio nell'ambasciata venezuelana di Tripoli. Nel suo ultimo messaggio, lanciato via radio, il colonnello aveva dichiarato di essere ancora in città e aveva chiesto ai cittadini di «combattere» per «salvare Tripoli». Secondo Al Jazeera, ora almeno tre quartieri della città (circa il 20% di Tripoli) sarebbero ancora in mano alle forze di Gheddafi.

Intanto, gli Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna, l'Italia e tutti i Paesi che appoggiano il nuovo Consiglio di transizione, hanno rivolto appelli a Gheddafi affinchè tratti la resa o accetti l'esilio. Contemporaneamente, il presidente del Consiglio nazionale libico, Mustafa Abdel Jalil ha rivolto un messaggio agli abitanti di Tripoli e ai ribelli affinchè «non ci siano vendette, saccheggi o violenze che sarebbero un insulto e una vergogna per la nostra rivoluzione. Sia salva la vita dei prigionieri, compresi quelli della famiglia Gheddafi».

E mentre trascorrono queste ore così decisive per il destino della Libia, il popolo è già sceso nella piazza Verde per festeggiare l'entrata dei ribelli in città. Decine di uomini e donne sventolano le bandiere nere, rosse e verdi simbolo della rivoluzione e strappano i manifesti che raffigurano il volto di Gheddafi. Dopo tanti mesi di guerra, di morti (si contano circa 300 caduti e migliaia di feriti) e di bombardamenti Nato, finalmente il popolo libico ritrova la speranza di un futuro migliore.

 


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