DAL MONDO10:31 - 23 agosto 2011

Tripoli, continuano gli scontri.
Obama: «Gheddafi se ne vada»

I ribelli avanzano nella conquista della capitale. Saif, figlio del rais, dice che il padre è in città

di Flavia Parini
<p>Tripoli, continuano gli scontri.<br />
 Obama: «Gheddafi se ne vada»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Aggiornamento delle ore 18: Continuano i combattimenti a Tripoli. I ribelli libici, grazie anche all'aiuto dei raid Nato, sono riusciti a penetrare nel bunker di Gheddafi. Del colonnello, però, per ora sembra non esserci traccia. I combattenti hanno invece trovato tunnel lunghi fino a 30 chilometri. Intanto il presidente della Federazione Internazionale di Scacchi, il russo Kirsan Ilyumzhinovha, ha dichiarato di aver parlato al telefono con Gheddafi: il rais gli avrebbe detto di essere a Tripoli e di aver intenzione di «combattere fino alla fine».

 

«Gheddafi se ne vada. Subito». È questo l'appello lanciato ieri dal presidente americano Barack Obama al colonnello libico che ancora, nonostante l' entrata dei ribelli nella città di Tripoli e l'assedio Nato al suo bunker, non ha espresso la volontà di fare un passo indietro.

E Obama non è il solo a «rendere omaggio al popolo libico e al suo coraggio» e a chiedere al rais di trattare la resa: ieri anche Francia, Gran Bretagna e gli altri Paesi che appoggiano il nuovo Consiglio di transizione hanno fatto eco al presidente Usa. Anche Silvio Berlusconi, dopo aver dichiarato di essere «a fianco» dei combattenti, ha esortato Gheddafi «a porre fine a ogni inutile resistenza e a risparmiare ulteriori sofferenze al suo popolo».

Il rais, però, ancora non cede. La guerra tra le sue forze di sicurezza e i ribelli libici iniziata sei mesi fa sembra essere arrivata alle fasi finali, ma è ancora un mistero quali siano le intenzioni e le prossime mosse del colonnello. Per tutta la giornata di ieri si sono rincorse diverse voci su Gheddafi: alcune fonti dicevano che fosse rifugiato nell'ambasciata venezuelana, altre sostenevano che si trovasse in un ospedale vicino al sobborgo di Tajoura, altre ancora lo volevano nascosto nel suo bunker.

In serata, invece, uno dei figli del colonnello, Saif, ha incontrato alcuni giornalisti e ha dichiarato che il padre si troverebbe ancora a Tripoli. Non è ancora chiaro se ieri Saif fosse stato arrestato dai ribelli (com'era stato annunciato) e poi successivamente liberato, come accaduto al fratello Mohammad, oppure se la notizia della sua cattura fosse falsa.

Intanto, nella notte diversi raid Nato hanno colpito la zona attorno al bunker di Gheddafi e in diverse parti della città continuano i combattimenti tra i ribelli e le ultime forze di sicurezza rimaste fedeli al rais.


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