DAL MONDO15:58 - 24 agosto 2011

«Tassateci»: 16 francesi facoltosi si appellano a Sarkozy

Dalla proprietaria di L'Oréal al presidente di Air France, i ricchi sono pronti a pagare di più

di Flavia Parini
<p>«Tassateci»: 16 francesi facoltosi si appellano a Sarkozy</p>
PHOTO GETTY IMAGES

«Tassateci». È questo il titolo, chiaro e non fraintendibile, dell'appello rivolto al presidente Nicolas Sarkozy e al suo governo da 16 tra gli imprenditori e i finanzieri più ricchi di tutta la Francia.

Mentre il presidente sta per definire gli ultimi dettagli di una manovra economica aggiuntiva che anche la Francia deve varare per frenare l'avanzata del deficit pubblico, i "Paperoni francesi" fanno sentire la propria voce chiedendo una nuova imposta di solidarietà applicata a chi, come loro, ha davvero molti soldi.

«Nel momento in cui il deficit di bilancio e le prospettive di peggioramento del debito pubblico minacciano il futuro della Francia e dell'Europa e nel momento in cui il governo chiede a tutti uno sforzo di solidarietà, ci sembra necessario contribuire», si legge sull'appello-manifesto che sarà pubblicato domani sul settimanale Nouvel Observateur.

«Siamo consapevoli - continuano i super-ricchi - di avere pienamente beneficiato del modello di sviluppo francese e dell'Europa, ai quali siamo fedeli. Tale contributo non è una soluzione in sè: deve far parte di un più ampio sforzo di riforma, sia sul fronte delle spese che su quello delle entrate». I 16 suggeriscono anche il metodo per calcolare il contributo da versare: «sulla base di proporzioni ragionevoli, così da evitare effetti economici indesiderabili, come la fuga dei capitali o la crescita dell'evasione fiscale».

L'appello che tanti hanno definito altruistico e che invece altri hanno chiamato masochistico è stato firmato da imprenditori davvero importanti, come Liliane Bettencourt, proprietaria del gruppo L'Oréal, il presidente di Société Générale Frédéric Oudéa, il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta e quello di Total, Christophe de Margerie.

Solo pochi giorni fa, inoltre, Maurice Levy aveva scritto un articolo simile su Le Monde. Il pezzo, in cui il presidente del gruppo Publicis si autocandidava alla tassazione straordinaria, era subito stato applaudito anche da Pierre Bergé, socio di Yves Saint-Laurent.

E in Italia? Proprio in questi giorni, mentre è ancora in esame al Senato la manovra economica, un'analoga considerazione è stata espressa dal presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo: «Io, ricco, sono pronto a pagare più tasse. Per ragioni di equità e solidarietà. Se serve un contributo da parte dei cittadini, bisogna cominciare a chiederlo a chi ha di più».

(Nella foto Liliane Bettencourt)


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RISULTATI
daza 61 mesi fa

Pienamente d'accordo con quanto sta accadendo in Francia.Qui i tagli vengono sempre fatti sulle spalle di chi è già profondamente provato da questa crisi finanziaria(che c'è e va ammesso) e sulle spalle di sanità ed istruzione.

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