DAL MONDO10:43 - 24 agosto 2011

Tripoli, il bunker in mano ai ribelli.
Gheddafi: «Vittoria o morte»

Mistero sul luogo dove si nasconde il rais. I ribelli festeggiano la conquista del compound

di Flavia Parini
<p>Tripoli, il bunker in mano ai ribelli.<br />
Gheddafi: «Vittoria o morte»</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

Il bunker di Bab al-Aziziya, simbolo della resistenza gheddafiana, è caduto in mano ai ribelli. Sono passati due giorni dall' entrata a Tripoli dei combattenti contrari al regime di Gheddafi e la loro avanzata sembra essere inesorabile.

Dopo aver conquistato il controllo di circa l'80% della capitale, i ribelli ieri sono riusciti, con l'aiuto dei raid della Nato, a entrare nel compound del colonnello e a sconfiggere le guardie gheddafiane. Del rais, però, non si è trovata nessuna traccia.

È stata scoperta, invece, una vera e propria Tripoli sotterranea: il bunker di Gheddafi, infatti, è composto da decine e decine di cunicoli blindati e tunnel lunghi anche fino a 30 chilometri che conducono in diverse parti della città. Secondo le prime notizie, le vie sotterranee portano al mare, all'aeroporto, ad alcune basi militari. Il che equivale a dire che Gheddafi potrebbe essere dovunque. Anche all'estero.

Lui, però, sostiene di essere a Tripoli e, in un messaggio affidato questa notte a una radio locale, promette di combattere fino alla fine. «Sarà vittoria o morte», ha infatti detto il colonnello, sostenendo che «la ritirata da Bab al-Aziziya è stata una mossa tattica. Ormai il compound era stato raso al suolo da 64 attacchi aerei della Nato». In un secondo messaggio il rais ha esortato «giovani, membri delle tribù donne» a «sparpagliarvi per tutta Tripoli per setacciarla e ripulirla dai traditori».

Un portavoce del colonello, inoltre, ha dichiarato che la resistenza «potrà reggere per mesi, forse per anni». E poi ha concluso: «Trasformeremo il Paese in un vulcano, con esplosioni e lava incandescente».

Le minacce però non sembrano spaventare i ribelli, che festeggiano la presa della città con colpi d'arma da fuoco sparati in aria, urlando slogan e sventolando le bandiere della rivoluzione. Alcuni combattenti hanno decapitato la statua del rais posta all'ingresso dell'edificio principale del compound (nella foto).

Intanto, continuano i combattimenti in diverse zone della città, in particolare all'areoporto e all'Hotel Rixos, dove i giornalisti della stampa straniera sventolano lenzuoli bianchi per farsi riconoscere come cronisti e cercano di sfuggire agli spari.


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