DALL'ITALIA15:09 - 26 agosto 2011

Calciatori in sciopero, il campionato non parte

L'Assocalciatori e la Lega di serie A non trovano un accordo sul contratto dei giocatori

di Flavia Parini
<p>Calciatori in sciopero, il campionato non parte</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Ormai è ufficiale: sabato 27 e domenica 28 agosto gli stadi di calcio rimarranno chiusi. L'inizio del campionato di serie A, tanto atteso dai tifosi di tutta Italia, è rimandato a data da destinarsi. Forse, ma non è sicuro, se ne riparlerà tra un paio di settimane.

Il motivo è lo sciopero dei calciatori, minacciato negli scorsi giorni e ufficializzato oggi dopo il mancato raggiungimento di un accordo sul contratto di lavoro tra il sindacato dei giocatori, l'Assocalciatori, e la Lega di serie A.

I punti della discordia sono due: gli allenamenti differenziati per i giocatori in rosa e quelli fuori rosa (la Lega li approva, i calciatori no) e il contributo di solidarietà previsto dalla manovra economica del governo. Quest'ultima questione è riferita alla misura contenuta nella finanziaria che impone una tassa del 5% ai contribuenti con oltre 90 mila euro di reddito. Nel caso in cui la proposta dovesse essere approvata, secondo le società di calcio il pagamento sarebbe a carico dei giocatori, mentre i calciatori pensano esattamente il contrario.

E, come sempre accade quando non si trova un accordo, le due parti si accusano a vicenda. «I giocatori non possono pretendere di avere la retribuzione di un amministratore delegato e i diritti di un operaio di linea - ha dichiarato il presidente della Lega di serie A Maurizio Beretta -. In Spagna si sciopera perchè non si pagano gli stipendi ai giocatori. In Italia, invece, si sciopera per due questioni che dovrebbero essere scontate e in altri settori sono acquisite da tempo: la resistenza dell'Aic è incomprensibile».

Da parte sua, il presidente dell'Assocalciatori Damiano Tommasi ha replicato: «La Lega cerca la rottura. Ogni volta che si stava trovando un accordo ha tirato fuori dal cassetto una richiesta impossibile da accettare. Anche ai giocatori dispiace non scendere in campo: non è un problema economico o di capricci, ma da professionisti è giusto cominciare una stagione con un accordo collettivo sottoscritto».

Nella diatriba tra le due parti è intervenuto anche il governo. Rocco Crimi, sottosegretario allo Sport, ha detto che «agli occhi degli italiani, lo stop della prima giornata rappresenta lo sciopero più anomalo della storia del Paese».


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RISULTATI
Giovanna 61 mesi fa

NON NE SENTIAMO LA MANCANZA !!!! devono essere stra-tassati e si DEVONO VERGOGNARE

pasquale 61 mesi fa

Che si devono vergognare e poco Comprendo e giustifico chi sciopera perché non ha il pane per mangiare Ma è inaccettabile che in un paese pieno di problemi e con tanta disoccupazione dei privilegiati come i calciatori che non fanno niente di particolare più di un normale lavoratore, oltre a guadagnare tutti quei soldi hanno la faccia tosta dove il vicino di casa muore di fame a scioperare perché non vogliono contribuire in un paese che gli ha dato tanto a contribuire di poco

PATRIZIA 61 mesi fa

e se anche i tifoni facessero sciopero????contro i calciatori.che sono l'unica categoria al mondo che e' strapagata per divertirsi....dovrebbero vergognarsi neanche gli avessero dimezzato lo stipendio!!!!

Giovanna 61 mesi fa

VERGOGNATEVI E PAGATE 3 volte tanto.

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