DAL MONDO11:00 - 29 agosto 2011

Camila, la studentessa a capo della protesta cilena

Camila Vallejo Dowling, 23 anni, è il nuovo volto della protesta sociale in Cile

di Flavia Parini
<p>Camila, la studentessa a capo della protesta cilena</p>

Una nuova stella è sorta nel cielo del Cile. Il suo nome è Camila Vallejo Dowling. È giovane, bellissima, audace e determinata. Ma non è una stella del cinema. È una studentessa di geografia che ormai da mesi guida la protesta di migliaia di giovani cileni che chiedono la riforma dell'istruzione pubblica.

L'ultima iniziativa è di pochi giorni fa, il 25 agosto, quando 600 mila persone, tra studenti e lavoratori, sono scese in piazza a Santiago del Cile per protestare contro la politica del governo guidato da Sebastian Pinera. Ma sono tanti gli atti di protesta messi in atto dagli studenti: la metà degli istituti del Paese è occupata, mentre per strada si alternano, ciclicamente, flash mob e cortei a cui ha partecipato anche Victor Perez, rettore dell'Università del Cile.

Camila, che con il suo carisma e la sua bellezza ha conquistato tutto il Cile (tanto da essere stata soprannominata «l'Angelina Jolie di Santiago»), è la leader indiscussa della protesta. A soli 23 anni, la studentessa, i cui genitori hanno militato nel Partito Comunista negli anni della morte di Salvador Allende e del golpe di Augusto Pinochet, è diventata interprete e portavoce del malcontento sociale avvertito dalla società cilena. Camila, inoltre, è la seconda donna in 106 anni di storia a ricoprire la carica di presidente della Federazione degli Studenti dell'Università del Cile (Fech).

La richiesta di Camila e degli studenti è semplice: urge una riforma dell'istruzione pubblica perchè in Cile, per andare all'università pubblica, servono circa mille euro al mese. Una cifra che pochi possono permettersi. Una cifra che ha come conseguenza l'indebitamento di molti studenti e delle rispettive famiglie, sempre che, poi, si riesca ad essere ammessi all'università pubblica.

Su 10 studenti, infatti, solo 3 entrano nelle università pubbliche e possono usufruire di prestiti vantaggiosi, mentre il resto dei giovani è costretto a rivolgersi a università private e a ricorrere a mutui di oltre 10 anni con tassi molto alti. «Chiediamo di regolamentare la giungla delle università private - dice Camila - e che si metta da parte il lucro quando si parla di educazione».

Gli studenti, dunque, chiedono un accesso più democratico all'istruzione, il taglio dei fondi all'istruzione privata e una riorganizzazione del sistema delle borse di studio e dei prestiti bancari concessi agli studenti. Si chiede anche che il governo investa di più sull'istruzione pubblica, visto che oggi gli stanziamenti sono fermi allo 0,84% del Pil (com'era ai tempi di Pinochet).

La voce di Camila e degli altri studenti ha urlato così forte da far tremare il governo. Il primo ministro Sebastian Pinera, colpito da un calo di popolarità, ha cambiato otto ministri (tra cui quello dell'Educazione) nel tentativo di placare la protesta.

Ma non ha funzionato: ci vuole ben altro per zittire Camila.


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RISULTATI
biiutre 63 mesi fa

bhe devo dire che la camila e' bella da morire e sta facendo una battaglia giusta , in tutto il mondo bisogna eleiminare un grosso tumore , i politici corrotti e tutto quello che li circonda , ma la dimostrazione che un popolo se vuole lo ottiene , percio' forza camilla bella e fantastica in tutto !!!!

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