DAL MONDO15:30 - 31 agosto 2011

Stoccolma, italiano arrestato per uno schiaffo al figlio

Giovanni Colasante, consigliere comunale pugliese, è stato in carcere tre giorni

di Flavia Parini
<p>Stoccolma, italiano arrestato per uno schiaffo al figlio</p>

C'è chi crede che ai bambini capricciosi faccia bene ricevere ogni tanto uno schiaffetto o un leggero scappellotto. Pensano che possa essere un modo per far rimanere impresso il rimprovero e per forgiare il carattere. Altri, invece, lo ritengono un gesto grave, sbagliato e assolutamente non necessario all'educazione di un figlio.

Della seconda scuola di pensiero fanno certamente parte gli svedesi, che nel 1966 hanno varato una legge, ancora in vigore, che vieta le "percosse ai minori" e i rimproveri troppo veementi. Niente schiaffi, dunque, nè sberle, strattoni o altri rimproveri che implicano l'uso delle mani, altrimenti il rischio è quello di finire in prigione.

Lo sa bene Giovanni Colasante, un consigliere comunale di Canosa di Puglia che la scorsa settimana, mentre si trovava in vacanza a Stoccolma con tutta la sua famiglia, è stato arrestato per aver tirato uno schiaffo al figlio 12enne che faceva i capricci. Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, il ragazzino non voleva entrare nel locale e piagnucolava, così il padre lo ha rimproverato gesticolando e, forse, è volato anche uno scappellotto.

Alcuni clienti del ristorante, impressionati dalla scena, hanno subito chiamato la polizia, che ha ammanettato e portato via Colasante. Il consigliere pugliese è rimasto in carcere per tre giorni e due notti e ora si trova, insieme alla moglie, nell'Ambasciata italiana di Stoccolma, in attesa del processo che lo vede imputato per maltrattamenti ai danni di un minore.

Secondo l'avvocato di Colasante, lo schiaffo dello scandalo non ci sarebbe nemmeno stato: «Il mio cliente ha semplicemente rimproverato il figlio. Con veemenza, magari gesticolando, come siamo soliti fare, a voce alta, ma Colasante non ha picchiato o preso a schiaffi il bambino. C'erano lì vicino due libici: hanno chiamato gli agenti e la mancanza reciproca di conoscenza della lingua ha fatto il resto, ma l'arresto del Colasante, stando anche alle dichiarazioni dei testimoni italiani, sembra davvero assurdo».

Ora non resta che aspettare il 6 settembre, quando il tribunale svedese emetterà la sentenza.


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RISULTATI
Massimo 35 mesi fa

@ Giovanna In effetti, se il criterio vale, vale sempre. Il nostro compatriota - degno o meno che sia - deve proprio aver fatto l'impressione del "musulmano" che malmena il figlio in quanto "capo branco dominante". E, il bello, se è confermato - e la stampa svedese parla di un testimone di nome Deniz Cinkitas, un nome non nordicissimo - è che a fermare la violenza - si parla di ben altro che di un scappellotto: lo avrebbe sollevato per i capelli - sia stato proprio... un "musulmano"! Ironia della sorte, no? Che la così detta "integrazione" funzioni , tutto sommato, un po' meglio, in Svezia?

Massimo 35 mesi fa

Una cosa è certa: in Svezia e in Italia esistono "sensibilità" molto diverse su questi temi. L'impressione è che nel Noerdeuropa quello che prima sembrava tollerabile, poi non lo sia stato più. In effetti, per questioni più facili da riconoscere, la tendenza - fino ad un certo punto - è stata la stessa anche in Italia - basti pensare alle punizioni corporee comminate per legge, che, ora, nessuno (?) accetterebbe. La censura della violenza e l'attenzione ai diritti della persona, in Svezia hanno continuato a progredire, superando (dal 1966) anche quel punto. Forse, un giorno, capiterà anche in Italia. Non disperiamo: progredire è possibile.

Giovanna 35 mesi fa

paese che vai usanze che trovi solo da noi i Mussulmani stanno facendo ogni cosa sotto gli occhi di tutti con la complicità OPPORTUNISTICA di una certa parte politica CE NE PENTIREMO AMARAMENTE

daza 36 mesi fa

mi sembra assurdo,uno scappellotto non ha mai fatto danno a nessuno.Anche io mi professo contro la violenza,ma qui il bambino non è stato mica pestato...che assurdità!

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