DALL'ITALIA12:00 - 01 settembre 2011

Un appello per Kate: «Salvatela dalla lapidazione»

La ragazza nigeriana, scappata da un matrimonio combinato, sta per essere rimpatriata

di Flavia Parini
<p>Un appello per Kate: «Salvatela dalla lapidazione»</p>

Quella per salvare Kate è una corsa contro il tempo. Tra poco più di quattro giorni, infatti, Kate Omoregbe, una giovane donna straniera che ora si trova in carcere in Italia, sarà rimpatriata in Nigeria. A casa, però, non c'è una famiglia che la attende a braccia aperte, ma una condanna alla lapidazione.

Ma partiamo dal principio. Kate è nata in Nigeria 34 anni fa. Quando ha raggiunto l'età da marito, la sua famiglia ha deciso che la giovane cristiana avrebbe dovuto convertirsi all'Islam e sposare un uomo benestante di 60 anni. Un uomo che Kate non amava, che non voleva sposare e che, per giunta, l'avrebbe costretta ad abbandonare la sua fede.

Un giorno, dunque, la ragazza è scappata di casa, ha raggiunto il Niger e da lì è riuscita, confine dopo confine, ad arrivare in Marocco, dove si è fermata alcuni anni. Poi si è imbarcata per raggiungere la Spagna e, attraversando l'Europa, diversi anni fa è arrivata a Roma, dove ha ottenuto un permesso di soggiorno.

Insieme ad altre quattro connazionali ha trovato una casa in cui vivere, un lavoro, e la vita, finalmente, sembrava essere di nuovo tornata a sorriderle. Ma la tranquillità è durata poco: nel febbraio 2008 alcuni agenti della polizia sono entrati in casa sua, hanno perquisito tutte le stanze e hanno trovato un quantitativo non indifferente di marijuana. Kate Omoregbe è stata dunque arrestata e condannata a scontare quattro anni nel carcere di Castrovillari (Cosenza).

«Non è mia, sono innocente», ha sempre sostenuto Kate. Se questo sia vero, ovviamente, non è dato saperlo. Quel che è certo è che ora la ragazza ha finito di scontare la sua pena (ridotta grazie alla buona condotta) e che tra pochi giorni le porte del carcere si apriranno. Con una condanna per droga, però, la legge prevede che Kate, extracomunitaria, venga subito rimpatriata.

Lei, però, a casa non ci vuole proprio andare. In Nigeria, le donne che rifiutano un matrimonio combinato sono punite con la condanna a morte da eseguire con la lapidazione. Per salvare Kate dal suo terribile destino, l'associazione umanitaria Diritti Civili ha lanciato un appello affinchè l'Italia conceda a Kate l'asilo politico.

«L'asilo politico deve essere concesso a persone che rischiano la vita se ritornano nel loro Paese - ha detto Franco Corbelli, presidente dell'associazione -. Nel caso di Kate non c'è il rischio, ma la certezza che, se espulsa dall'Italia e rimpatriata, verrà uccisa».

In sostegno della campagna umanitaria di Diritti Civili si è mosso anche il Parlamento: tredici senatori hanno presentato due interrogazioni al ministro dell'Interno e della Giustizia. Sulla vicenda, inoltre, si sono espressi il presidente della provincia di Cosenza, il sindaco di Castrovillari, la Comunità di Sant'Egidio, la Cisl e l'Islam moderato.

Infine, l'associazione umanitaria americana Care2 ha scritto un appello (che è possibile firmare online) al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La richiesta è chiara: «Salvate Kate dalla lapidazione».


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RISULTATI
Giovanna 60 mesi fa

Contro il maschilismo vestito da religione. svegliatevi donne!!

Giovanna 60 mesi fa

I FRATELLI MUSSULMANI SONO IN ITALIA RAGAZZE PREPARATEVI::::

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