DAL MONDO16:31 - 05 settembre 2011

Chi è bello guadagna di più. Per i brutti proposto un risarcimento

L'idea dell'economista Daniel Hamermesh sta facendo discutere tutta l'America

di Flavia Parini
<p>Chi è bello guadagna di più. Per i brutti proposto un
risarcimento</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La bellezza paga. Soprattutto sul lavoro. È questa la tesi, sostenuta dall'economista Daniel Hamermesh nel suo ultimo libro, che sta facendo discutere tutta l'America. Che le persone con un aspetto più avvenente avessero più successo di quelle con cui Madre Natura è stata avara era cosa già nota. Quello che non si sapeva, però, è che questo si traduce in una differenza notevole in busta paga.

Secondo quanto rilevato da Hamermesh e riportato da Repubblica, infatti, le donne belle guadagnano l'8% in più delle colleghe meno avvenenti, mentre gli uomini di bell'aspetto hanno uno stipendio che supera del 4% quello di chi non è molto affascinante. La differenza diventa ancora più ampia nel caso di dipendenti oggettivamente molto belli: le donne possono arrivare a guadagnare oltre il 12% in più dei colleghi e gli uomini addirittura il 17% in più.

Non si tratta, quindi, di una teoria basata sull'eventualità che chi è più bello abbia una certa facilità a fare carriera, ma di una vera e propria influenza dell'aspetto fisico sulla busta paga.

Non essere belli, dunque, sarebbe quasi come un "handicap" dal punto di vista del lavoro? Secondo Hamermesh è proprio così. Per questo, l'economista propone un "risarcimento morale" per chi è brutto, una legge per tutelare le persone meno avvenenti simile a quelle che tutelano i disabili. «So che è sbagliato dedicare un aiuto statale a chi è brutto - ha dichiarato Hamermesh -, ma non possiamo ignorare che questo problema esiste».

Negli Stati Uniti la questione è già approdata diverse volte in tribunale: non sono pochi, infatti, i cittadini che si sono rivolti a un giudice per chiedere un risarcimento in quanto vittime di una discriminazione sul lavoro a causa del proprio aspetto fisico non esattamente avvenente.

Ma, certo, un conto è dimostrare di aver subito una discriminazione, e un altro è chiedere un risarcimento o un aiuto statale a priori, sulla base di un concetto generale. Oltre al fatto che non dev'essere particolarmente piacevole sentirsi definire "brutti" e, proprio in virtù dell'appartenenza a questa categoria, ricevere un risarcimento economico.

In America la discussione è aperta. E voi cosa ne pensate? Credete che chi è meno bello abbia il diritto di chiedere un risarcimento per ciò che non guadagna? Oppure ritenete che la bruttezza non possa in nessun modo essere considerata come una "disabilità"? E poi, qual è il criterio con cui si stabilisce se una persona è brutta o meno?


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RISULTATI
giuly 60 mesi fa

Mah, nella mia azienda (molto grande) il 90% delle persone ai vertici aziendali è oggettivamente poco piacente. Forse bisognerebbe andare a vedere di che settori si tratta.

Io credo che la bruttezza non sia una disabilità... Ma se si viene discriminati per questo è giusto che chi sia meno bello riceva un risarcimento. Per quanto riguarda lo stabilire se una persona sia bella o meno è molto difficile , perché è abbastanza soggettivo, ma c'è poi quella'' bellezza'' oggettiva che è quella delle proporzioni e armonia.

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