DALL'ITALIA11:05 - 06 settembre 2011

Kate è salva. Sospeso il decreto di espulsione

La ragazza nigeriana che rischia la lapidazione è uscita dal carcere, ma non sarà rimpatriata

di Flavia Parini
<p>Kate è salva. Sospeso il decreto di espulsione</p>

«Grazie, mi avete salvato la vita». Sono queste le prime, commosse parole pronunciate da Kate Omoregbe ieri pomeriggio, all'uscita dal carcere di Castrovillari (Cosenza). La ragazza nigeriana, che ha finito di scontare una condanna per droga, ha infatti saputo che non sarà espulsa dal Paese e costretta a tornare in patria.

Il provvedimento di espulsione è stato sospeso dopo la richiesta di asilo politico che Kate ha affidato al Movimento per i Diritti Civili. Nella lettera inviata dalla ragazza al coordinatore Franco Corbelli, Kate raccontava di essere scappata dalla Nigeria per sfuggire a un matrimonio combinato. La sua famiglia, infatti, l'aveva promessa in sposa a un amico dello zio, un uomo musulmano di 60 anni.

Prima del matrimonio, Kate, che è nata nel sud del Paese a maggioranza cristiana, è stata portata nello Stato di Sokoto, a maggioranza musulmana, dove è in vigore la legge islamica della sharia. Qui, dopo aver subito violenze e maltrattamenti, ha deciso di rifiutare il matrimonio e di scappare. Ora, dunque, è condannata alla lapidazione.

Terrorizzata dalla sorte che l'aspetta in Nigeria, Kate Omoregbe aveva dunque chiesto aiuto a Franco Corbelli, che si è subito mobilitato per presentare una richiesta di asilo politico e per evitare che Kate, una volta uscita dal carcere, fosse costretta a tornare in patria. L'appello del Movimento per i Diritti Civili è stato raccolto da moltissime persone, tanto che la petizione online è arrivata a oltre 12mila firme.

Ieri, dunque, è arrivata la tanto attesa notizia: il decreto di espulsione è stato sospeso e Kate resterà in Italia fino al 19 ottobre, quando sarà discussa la sua domanda di asilo politico. La regione Calabria ha già individuato una struttura dove la ragazza potrà vivere nei prossimi giorni.

In queste ore diversi esponenti del mondo politico e religioso si sono mobilitati per Kate. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha scritto sul suo blog che «a Kate va concesso senza indugi il diritto d'asilo», mentre il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha dichiarato che «il governo italiano è impegnato a salvare la vita di Kate e a evitarle la pena di morte».

L'arcivescovo di Cosenza, monsignor Salvatore Nunnari, si è espresso a favore del diritto d'asilo, ricordando «l'inviolabilità della vita umana, il dovere dell'accoglienza e della difesa dei profughi, provenienti da Paesi dove la dignità dell'uomo non è sempre rispettata».

Kate, ieri, piangeva di gioia. «Sono felicissima - ha detto all'uscita dal carcere, dopo un abbraccio a Franco Corbelli -. Ringrazio tutti coloro che si sono mossi per me, il popolo italiano, il presidente Napolitano. Voglio restare in Italia, tornare a studiare, laurearmi. Voglio vivere libera in un Paese libero».

 

 


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RISULTATI
giuly 60 mesi fa

che ipocrisia!!! tutti gongolanti perchè per una volta abbiamo fatto rispettare la carta dei diritti civili. E quei poveracci che vengono invece respinti??? Non scappano forse da una morte certa, perchè il loro paese è in guerra???

nikita63 60 mesi fa

.....bene teniamoci pure altri spacciatori,non ne abbiamo abbastanza????

Lellen. 60 mesi fa

Lei però si è sempre detta innocente riguardo alla droga...cmq la sua pena in carcere l'ha scontata. Far espatriare una persona sapendo che poi verrà uccisa è uguale a condannarla a morte e se fossi stata una persona tra quelle che hanno potere decisionale a riguardo, non me la sarei sentita di mandarla via.

Io non esulto Una donna che è venuta nel nostro paese a vendere la morte cioè droga. Non sono orgogliosa di averla in Italia.

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