DALL'ITALIA12:30 - 12 settembre 2011

Scuola, primo giorno tra le proteste

Sono quasi 8 milioni gli studenti che oggi tornano in classe. È polemica sui tagli

di Flavia Parini
<p>Scuola, primo giorno tra le proteste</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Questa mattina, intorno alle 8.30, l'Italia è stata percorsa da un rumore forte e deciso, una musica che a volte può sembrare allegra e altre invece un po' allarmante. Per i 7 milioni e 800 mila alunni italiani, si tratta di un suono inconfondibile: è la campanella della scuola.

Oggi, infatti, lunedì 12 settembre, inizia il nuovo anno scolastico nella maggior parte delle regioni italiane. Dalle scuole elementari alle superiori, tornano sui banchi gli alunni di Calabria, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Trentino e Val d'Aosta. Il 14 settembre sarà la volta di Campania e Toscana e il 15 di Sardegna, Puglia e Sicilia. Il 19 settembre, infine, si aprirà l'anno scolastico in Abruzzo, Basilicata ed Emilia Romagna.

Il nuovo anno inizia certo tra l'entusiasmo (o tutto il contrario) degli alunni, ma anche tra le proteste di ragazzi, genitori e insegnanti contro i tagli all'Istruzione del governo. A Roma gli studenti delle scuole superiori hanno organizzato un flash mob contro i tagli davanti al liceo Montessori, mentre alle 15 è previsto un sit-in di docenti precari davanti al ministero dell'Istruzione.

Come spiega il quotidiano Repubblica, lo schema di direttiva ministeriale presentato dal governo per finanziare l'autonomia scolastica prevede un taglio del 38% sui trasferimenti statali che arriveranno alle scuole. Così il budget dell'autonomia (destinato ad ammortizzare il costo di servizi come il pre-post scuola, le attività di recupero e sostegno per gli alunni in difficoltà o per gli studenti disabili, le gite scolastiche, le attività culturali, ecc...) si attesta intorno ai 79 milioni di euro, contro i 127 milioni dello scorso anno.

Numerosi, inoltre, saranno gli istituti accorpati: 900 scuole, su circa 10.500, sono state unite ad altre sedi scolastiche perchè non raggiungevano i 500 alunni. Questo, oltre a un taglio di organico, può rappresentare anche il rischio di avere classi con un alto numero di studenti (le cosiddette "classi pollaio").

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini questa mattina ha dichiarato che «le classi con più di 30 alunni sono lo 0,6%, poco più di 2 mila classi su oltre 340 mila totali» e che «le classi italiane hanno una media di alunni (22 studenti) inferiore alla media Ocse (23 studenti)».

Il ministro è anche intervenuto sulla questione dei precari e degli insegnanti di sostegno: «Quest'anno abbiamo assunto 30 mila nuovi insegnanti e 35 mila operatori del personale tecnico, mentre i docenti di sostegno sono 3.500 in più».


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