DAL MONDO17:09 - 13 settembre 2011

Ilaria Capua, un premio internazionale per la ricercatrice italiana

È riuscita, per prima, a isolare il virus dell'influenza aviaria e ha portato avanti una campagna per il libero accesso alle sequenze genetiche

di Flavia Parini
<p>Ilaria Capua, un premio internazionale per la ricercatrice
italiana</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Il Wall Street Journal l'ha definita «la strong lady della ricerca scientifica», mentre per Scientific American è «uno dei 50 scienziati più importanti del mondo». Lei, invece, è modesta e parla di sè semplicemente come di «una ricercatrice made in Italy».

In realtà Ilaria Capua, direttrice del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (Padova), è una virologa veterinaria di fama mondiale che il 14 settembre, a Philadelphia, ritirerà il prestigioso premio Penn Vet World Leadership Award in Animal Health.

La notizia sta facendo il giro del Pianeta, soprattutto perchè la Capua è il primo scienziato sotto i 60 anni (ne ha infatti 45) a ottenere questo importante riconoscimento. Ma non solo. È anche la prima donna. E la prima mamma.

E, per di più, è italiana. Penserete che la storia di Ilaria sia quella, a cui ormai ci stiamo abituando, di una giovane promessa della scienza e della ricerca che è fuggita all'estero, ma non è così. La Capua ha svolto tutta la sua carriera accademica in Italia e ha sempre lavorato per il Servizio sanitario nazionale. È, in poche parole, un dipendente pubblico.

Il suo lavoro è diventato celebre in tutto il mondo quando, nel 2000, il team da lei guidato ha sviluppato la prima strategia di vaccinazione per l'influenza aviaria. Quando poi, nel 2006, il virus ha cominciato a diventare una seria minaccia, il laboratorio della Capua è stato il primo a riuscire a isolare il virus.

«Mi telefonarono dall'Organizzazione mondiale della Sanità - ha raccontato la ricercatrice a Repubblica - e mi dissero: se ci dai l'impronta genetica del virus, depositiamo la sequenza in un database ad accesso limitato per 15 laboratori e ti diamo la password. Ero a un bivio: potevo entrare nel club degli eletti, ma non me la sono sentita. Se quella era davvero pandemia, dovevamo lavorare tutti insieme per batterla. Così ho depositato la sequenza in una banca dati aperta».

Ilaria ha poi portato avanti la sua decisione, facendosi promotrice di una campagna internazionale che ha portato alla prima banca dati al mondo liberamente accessibile, nella quale sono raccolte le sequenza genetiche di tutti i virus dell'influenza, animali e umani.

«Questo premio conferma che la linea di pensiero di un'istituzione italiana può innescare meccanismi che cambiano le regole del gioco anche ai livelli più alti - ha detto Ilaria -. Se io, veterinario del Servizio sanitario nazionale, sono stata in grado di accendere un dibattito internazionale, sono sicura che in altre discipline ci sono colleghi preparatissimi, con idee innovative, che possono rompere gli argini e far prendere alla ricerca una direzione che ci porti ad essere partner e leader della ricerca che conta».

 


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RISULTATI
lefkada 60 mesi fa

Grande donna, coraggiosa ed innovativa.Spero che molti seguano il suo gesto.Si potrebbero raggiungere traguardi inimmaginabili. Leggendo il suo curriculum, il mio pensiero è andato ad un grande della medicina: Sabin.

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