DALL'ITALIA14:49 - 13 settembre 2011

Ustica, i ministeri condannati a risarcire i parenti delle vittime

A 31 anni dalla strage del volo DC9 Itavia arriva una sentenza sulle responsabilità dello Stato

di Flavia Parini
<p>Ustica, i ministeri condannati a risarcire i parenti delle
vittime</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Era il 27 giugno 1980 quando l'aereo DC9 Itavia si squarciò in volo e scomparve nelle acque del Mediterraneo, tra le isole di Ustica e Ponza, causando la morte di 81 persone. Oggi, a 31 anni di distanza, il Tribunale Civile di Palermo ha deciso che il ministero della Difesa e quello dei Trasporti dovranno risarcire i parenti delle vittime.

Dopo un processo durato tre anni, il giudice Paola Protopisani ha depositato la sentenza: il ministero dei Trasporti è stato ritenuto responsabile per «non aver saputo garantire la sicurezza in volo», mentre il ministero della Difesa per «l'occultamento della verità e i depistaggi». In totale, lo Stato dovrà risarcire oltre 100 milioni di euro a 81 parenti delle vittime.

«La sentenza è stata depositata all'esito di una lunga e articolata istruttoria, nella quale il Tribunale ha avuto modo di apprezzare e valutare tutte le emergenze probatorie già emerse nel procedimento penale - hanno spiegato gli avvocati delle famiglie delle vittime -. Il risultato rende giustizia per la ultratrentennale tortura che i parenti delle vittime hanno dovuto subire ogni giorno della loro vita anche a causa dei numerosi e comprovati depistaggi».

Secondo gli avvocati dei familiari, inoltre, questa sentenza potrebbe aprire un nuovo percorso verso la ricerca della verità. L'ipotesi che a far cadere l'aereo sia stato un missile (di nazionalità francese o statunitense) durante uno scontro tra jet militari, è infatti ancora sostenuta da molti dei parenti delle vittime della strage.

«Nella sentenza si parla esplicitamente del famigerato "Punto Condor" - hanno dichiarato i legali -, un tratto dell'aerovia militare usata dai francesi, la "Delta Whisky", che incrocia proprio sopra il cielo di Ustica l'aerovia civile "Ambra 13". La pericolosità di quel punto era stata più volte segnalata dai piloti dei mezzi di linea».

Invece, per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, «la sentenza, per quello che sembrano esserne le motivazioni, è in totale contrasto con la sentenza della Cassazione, già passata in giudicato, e con le altre sentenze del Tribunale civile di Roma. Respingiamo le conclusioni di Palermo. Questa sentenza verrà certamente impugnata in Corte d'appello, perchè per lo Stato non sono accettabili queste considerazioni».

«È ormai accertato che nessun altro aereo era in volo in quella notte in prossimità del DC9 Itavia - ha continuato Giovanardi -, mentre la Commissione dei periti internazionali ha concluso all'unanimità per l'esplosione di una bomba in una toilette di bordo».

La tesi della bomba esplosa in volo, però, non sembra aver convinto il Tribunale di Palermo.


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RISULTATI
biiutre 63 mesi fa

giovanardi e' il solito politico di m...... mi piacerebbe tanto che sull'aereo ci fasse stao un suo familgiare caro, quardate il film , " muro di gomma " quella e' la storia vera , e anche il capo di stato napolitano dovrebbe vergognarsi per questa vicenda , tutti sanno la verita' , solo lo stato dice il contrario , che vergogna !!

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