DALL'ITALIA11:37 - 16 settembre 2011

Scuola: il sindaco rinuncia allo stipendio per pagare la maestra

Il primo cittadino di un Comune alle porte di Milano ha deciso di tagliarsi il salario per aprire una sezione della scuola materna

di Flavia Parini
<p>Scuola: il sindaco rinuncia allo stipendio per pagare la
maestra</p>

«La scuola materna avrà una nuova sezione, anche a costo di pagare la maestra di tasca mia». Detto, fatto. Luigi Losa, sindaco di Arluno (un Comune di 11 mila abitanti alle porte di Milano), ha annunciato che si taglierà lo stipendio per pagare un'insegnante della scuola materna e permettere così l'apertura di una sezione che ospiterà una ventina di bambini.

Negli scorsi mesi Losa si era recato più volte all'Ufficio scolastico regionale a chiedere i fondi e l'autorizzazione per l'apertura della settima sezione. La sua preoccupazione era quella di lasciare fuori dalla scuola oltre una ventina di bambini che, altrimenti, sarebbero stati costretti a frequentare in un altro Comune (con i conseguenti disagi di spostamento per i genitori) oppure a rimanere a casa.

Quando, però, si è reso conto che i fondi non sarebbero mai arrivati, ha chiesto di avere almeno l'autorizzazione all'apertura (che ha ottenuto), offrendosi di coprire di tasca propria lo stipendio della maestra. E, come ha raccontato a noi di Style.it, quando diceva "di tasca propria", intendeva proprio rinunciando al suo stipendio.

A quanto ammonta il suo stipendio, sindaco Losa?

«1892 euro al mese. Netti. Senza contributi. Si tratta del mio unico introito, perchè non ho un altro lavoro e, dunque, non ho un altro stipendio. Da diversi anni faccio il sindaco a tempo pieno».

Perchè allora ha deciso di tagliarsi il salario?

«Sono convinto che l'istruzione sia uno di quei servizi che i Comuni devono fornire ai cittadini a tutti i costi. Non è possibile che dei bambini restino senza la possibilità di frequentare la scuola materna statale del paese dove abitano. Per questo sono disposto a rinunciare allo stipendio per un certo periodo di tempo, in modo da avviare la nuova sezione. La mia Giunta mi ha appoggiato e tutti mi hanno subito detto di voler partecipare all'iniziativa. Anche loro, quindi, per ora rinunceranno al loro contributo di assessori (500 euro)».

Crede di poter essere un esempio per altri sindaci?

«No, assolutamente. Questo è un gesto simbolico, che non va imitato. Perchè non è una cosa giusta. Non è giusto che un sindaco debba rinunciare al suo stipendio per sopperire ai tagli dello Stato. Lo abbiamo detto e lo facciamo volentieri, ma questo non significa che sia corretto. La situazione dovrebbe essere risolta in un altro modo, non così. La mia vuole essere una provocazione».

Una provocazione nei confronti di chi?

«È giusto che la casta dei politici non rinunci a privilegi e vitalizi quando siamo arrivati al punto di non riuscire a dare dei servizi di base (come l'istruzione) alle famiglie? Anche nell'ultimo testo della manovra economica, nonostante la grave situazione di crisi in cui si trova il Paese, non si sono visti tagli ai costi della politica. In questo momento tutti devono sacrificarsi. Ecco qual è la provocazione».


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RISULTATI
caterina 63 mesi fa

mi piace il gesto, ma ritengo che in tanti dovremmo protestare per giorni e giorni perche i loro privilegi vengano tagliati, anche nella scuola dove lavoro sono state tagliate 2 classi di scuola dell'infanzia e tanti banbini rimaranno fuori quest'anno 11/12 (Palermo) non vedo mobilitazione ne da parte dei genitori ne da aprte dei docenti e tanto meno dei dirigenti scolastici, siamo troppo pigri per lottare.

Graciela Ageno 63 mesi fa

Solo Lui puo fare una roba dal genere. La sua sensibilità per le altre persone è incredibile. Sempre pronto a trascurare il suo benessere per gli altri. Bravo Luigi. Graciela Ageno San Justo-Santa Fe-Argentina

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