DAL MONDO11:55 - 19 settembre 2011

Usa: Obama lancia la Buffett Rule per tassare i ricchi

Il presidente americano ha deciso di seguire il consiglio del milionario Warren Buffett

di Flavia Parini
<p>Usa: Obama lancia la Buffett Rule per tassare i ricchi</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«Mentre la maggior parte degli americani stenta ad arrivare a fine mese, noi mega ricchi continuiamo a goderci i nostri sgravi fiscali straordinari». Sono queste le parole con cui il mese scorso Warren Buffett, guru americano della finanza, aveva lanciato un appello al governo dalle colonne del New York Times.

In pratica, il milionario chiedeva una cosa sola al presidente Barack Obama: di essere tassato. «L'anno scorso le mie imposte federali, le imposte sul reddito e i miei contributi ammontavano a 6 milioni 900 mila dollari - scriveva Buffett sul quotidiano statunitense -. Detta così questa cifra fa pensare a un mucchio di soldi, ma di fatto ho pagato solo il 17,4% del mio imponibile e tale importo è stato considerevolmente inferiore a quello versato dalle venti persone che lavorano nel mio ufficio».

Il messaggio era chiaro e Obama l'ha recepito: oggi, infatti, il presidente lancia la Buffett Rule (ovvero "la regola di Buffett"), una misura che tassa i ricchi contenuta nel piano governativo per ridurre il debito pubblico. La Buffet Rule prevede che tutti coloro che guadagnano più di 1 milione di dollari saranno soggetti a un prelievo del 35%, come lo sono i redditti dei lavoratori dipendenti del ceto medio.

Il gettito recuperato con questa nuova tassa sarà destinato a finanziare la manovra per l'occupazione che Obama ha presentato una settimana fa e che prevede 447 miliardi da investire nella scuola, nelle infrastrutture e negli sgravi fiscali per chi assume disoccupati.

I repubblicani si oppongono alla Buffett Rule, sostenendo che la tassa potrebbe scoraggiare gli investitori e quindi frenare la crescita, ma Warren Buffett (che nella lista dei "paperoni" americani è al secondo posto, dopo Bill Gates) non è di quest'opinione: «Negli anni Ottanta e Novanta le aliquote per i più ricchi erano decisamente più alte e la mia percentuale era nella media - ha detto il milionario -. Secondo una teoria che ascolto di frequente avrei dovuto fare scenate e rifiutarmi di investire. Invece non mi sono tirato indietro, nè lo hanno fatto altri. La gente investe per fare soldi e le tasse previste non hanno mai dissuaso nessuno dal farlo».


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
biiutre 61 mesi fa

finalmente la casta dei politici ha capito che andando avanti cosi il mondo intero fallisce , e' ora di darci un taglio tutti devono pagare il giusto , i politici hanno sempre coperto di agevolazioni i ricchi , adesso deve finire se remiamo tutti dalla stessa parte bene seno' saremo tutti comperati dai cinesi , allora li si che pagheremo tutti in maniera uguale

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).