DALL'ITALIA09:33 - 04 ottobre 2011

Processo Meredith: assolti Amanda Knox e Raffaele Sollecito

La sentenza è con formula piena «per non aver commesso il fatto». Forte contestazione fuori dall'aula

di Francesca Porta
<p>Processo Meredith: assolti Amanda Knox e Raffaele Sollecito</p>
PHOTO LAPRESSE

Assolti. Amanda Knox e Raffaele Sollecito non hanno ucciso Meredith Kercher. La corte d'assise d'appello di Perugia ha letto la sentenza ieri sera, alle 21.45, dopo undici ore di camera di consiglio.

«La Corte d'assise d'appello di Perugia - recita il verdetto -, in parziale riforma della sentenza pronunciata in data 4-5 dicembre 2009 dalla Corte di assise di primo grado di Perugia (...) assolve entrambi gli imputati dai reati contestati (...) per non aver commesso il fatto (...) e ordina l'immediata liberazione di Knox Amanda e Sollecito Raffaele se non detenuti per altra causa».

L'assoluzione è dunque arrivata con formula piena, ribaltando completamente il verdetto di primo grado, dove Amanda era stata condannata a 26 anni di carcere e Raffaele a 25. Per i giudici, non sono stati loro a uccidere la studentessa inglese Meredith tra l'1 e il 2 novembre 2007. La Knox è stata riconosciuta colpevole solo di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba e condannata a 3 anni di reclusione, già scontati.

Alla lettura della sentenza Amanda è scoppiata a piangere e ha abbracciato la sorella Diana, che ha dichiarato: «Siamo grati che questo incubo sia finito, Amanda ha sofferto per tre anni per un crimine che non ha commesso. Ora chiediamo che sia rispettata la nostra privacy». La famiglia della Knox, presente in aula, ora vuole solo tornare a casa, in America, con Amanda.

La ragazza americana questa mattina ha scritto una lettera, riportata dall'Ansa, in cui dichiara: «A tenermi la mano e a offrirmi del sostegno e del rispetto attraverso le barriere e le controversie c'erano degli italiani. C'era la Fondazione Italia USA, e molti che hanno condiviso il mio dolore e che mi hanno aiutato a sopravvivere con speranza. Sono sempre grata della loro premurosa ospitalità e del loro coraggioso impegno. Chi mi ha scritto, chi mi ha difesa, chi mi è stato vicino, chi ha pregato per me. Vi sono sempre grata. Vi voglio bene»

«La corte d'appello mi ha restituito mio figlio - ha detto il padre di Raffaele Sollecito -. Sono immensamente contento, è stata fatta luce e dato fondamento a quello che abbiamo cercato di dimostrare in primo grado. È evidente che Raffaele non ha niente a che fare con la morte di Meredith, che rimane sempre nei nostri cuori. Ora torniamo subito a casa».

Diversa la reazione della folla che, fuori dal Palazzo di Giustizia, ha accolto l'uscita dei giudici e degli avvocati difensori urlando «vergogna» e «venduti».

La famiglia di Meredith Kercher ha invece diffuso una breve nota: «Rispettiamo la decisione dei giudici, ma non comprendiamo come sia stato possibile modificare la decisione di primo grado. Restiamo fiduciosi nel sistema giudiziario italiano, sperando che la verità possa finalmente essere accertata».

Amanda e Raffaele hanno già lasciato il carcere in cui hanno trascorso gli ultimi quattro anni. I due ragazzi erano stati arrestati il 6 novembre 2007, pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Meredith Kercher nella sua casa di via della Pergola, a Perugia. Insieme a loro viene arrestato anche Patrick Lumumba, che però ha un'alibi confermato da alcuni testimoni e infatti viene rilasciato dopo pochi giorni.

Successivamente viene arrestato Rudy Hermann Guedé, che era fuggito in Germania, con l'accusa di aver partecipato all'omicidio della studentessa insieme ad Amanda e Raffaele. Oggi Rudy Guedé è rimasto l'unico condannato per il delitto di Meredith. Deve scontare 16 anni di carcere in via definitiva.


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RISULTATI
Giovanna 60 mesi fa

Il fanatismo è nelle menti deboli di chi vuol colpire ad ogni costo. Se quei ragazzi erano veramente in quella stanza la loro coscienza non reggerà. Se non c'erano auguro loro il meglio.

Giovanna 60 mesi fa

Caro Roberto, pensi alla sua di COSCIENZA. E ci pensi bene, anche a quello che scrive. Anche a me smbravano colpevoli ma da qui a dire che lo sono e tutto il resto me ne guardo bene. Cordialità.

roberto 60 mesi fa

cara Giovanna , io invece ho paura che quelli che parlano (e forse pensano ..anche) come te , non abbiano una coscienza . Strumentalizzare un caso come quello di Perugia, per un becero tentativo di coprire/giustificare i misfatti a ruota continua di un individuo , che fa di tutto meno quello che dovrebbe fare e per cui è pagato dai cittadini di questo paese , e a dir poco vergognoso e appartiene ad una cultura del privilegio a dir poco arcaica e "bassa" . La povera Meredith non è di certo morta di polmonite e con il Guedè , in quella stanza cerano più persone e il patteggiamento concesso e dovuto al fatto che Rudy ha confessato. E se ancora il quadro non ti è chiaro allora temo che non sia devozione , la quale dovrebbe essere solo dovuta ad un essere superiore (per chi è credente naturalmente!!) , ma purtroppo e probabilmente potrebbe trattarsi di fanatismo.

Giovanna 60 mesi fa

I colpevolisti dovrebbero farsi un esame di coscienza. UNA COSA è AVERE IMPRESSIONE CHE SIANO STATI LORO UN'ALTRA SOSTENERE IN MODO BECERO LA LORO COLPEVOLEZZA. Rispetto.

rosetta 60 mesi fa

se sono veramente innoccenti senza obra di dubio ,sono contenta per loro .ma 4 anni di carcere chi gliele restituisci.? speriamo che questi errori giudizzarii non si ripetino piu'.

Ernos 75 60 mesi fa

Se il delitto fosse stato commesso in America da un italiano sarebbe stato condannato a morte......

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