DALL'ITALIA16:30 - 10 ottobre 2011

Giovani e lavoro: in futuro pensioni pari al 70% dell'ultimo stipendio

Uno studio dell'Inps rivela un dato inaspettato: le pensioni di chi oggi è giovane saranno piuttosto alte

di Francesca Porta
<p>Giovani e lavoro: in futuro pensioni pari al 70% dell'ultimo
stipendio</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Dopo tante notizie negative riguardanti i giovani e il mondo del lavoro, ecco finalmente uno spiraglio positivo: un nuovo studio dell'Inps rivela che i giovani lavoratori, quelli che oggi subiscono più di altri le conseguenze della crisi economica, in futuro avranno una pensione piuttosto alta rispetto a quella che ci si aspettava.

Secondo i dati raccolti dall'Istituto di Previdenza, infatti, chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 andrà in pensione in età più avanzata, ma avrà un assegno più alto, che potrà arrivare anche al 70% dell'ultimo stipendio.

La crescita della pensione è un effetto del metodo di calcolo contributivo che si applica a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995 e dell'aumento dell'età pensionabile. Come spiega il Corriere della Sera, infatti, chi comincia a lavorare oggi andrà in pensione quando avrà 65 anni e 3 mesi (circa nel 2046) se avrà i 35 anni di contributi necessari per la pensione anticipata, altrimenti dovrà attendere i 69 anni e tre mesi. Sarà infatti questa probabilmente l'età di pensionamento di vecchiaia richiesta nel 2046 per effetto della finestra mobile e dell'adeguamento automatico dell'età pensionabile alla speranza di vita.

Il risultato è che tutti, anche con le pensioni di vecchiaia, avranno 35 anni di contributi alle spalle e questo rende necessario rivedere gli assegni pensionistici. Secondo i nuovi calcoli, dunque, un giovane che oggi è lavoratore dipendente prenderà una pensione pari al 70% dell'ultimo stipendio, mentre un lavoratore autonomo prenderà circa il 54%. E la situazione non è così negativa nemmeno per chi oggi è precario: anche se dovesse rimanere in una situazione di precariato tutta la vita, la sua pensione corrisponderebbe al 57% della sua ultima busta paga.

In pratica, più tardi si va in pensione, più anni di contributi si versano, più cresce l'assegno pensionistico. Forse questo non consola i giovani lavoratori che oggi non riescono a ottenere un contratto di lavoro, ma rimane pur sempre un dato positivo per il futuro.


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RISULTATI
Giulia 62 mesi fa

è tutto molto bello, ma qualcuno sa quanto guadagna un precario?

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