DALL'ITALIA12:25 - 19 ottobre 2011

Lavoro, la parità tra uomini e donne farebbe guadagnare 7 punti di Pil

A rivelarlo è Fabrizio Saccomanni, direttore generale di Bankitalia, nel corso di un convegno

di Francesca Porta
<p>Lavoro, la parità tra uomini e donne farebbe guadagnare 7 punti
di Pil</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Se si riducesse la disparità tra uomini e donne nel mondo del lavoro, il Prodotto Interno Lordo italiano potrebbe guadagnare ben 7 punti percentuali.

Ad affermarlo è stato Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d'Italia, durante il convegno «Crescita economica, equità, uguaglianza: il ruolo delle donne» tenutosi ieri a Roma.

Basandosi sul Rapporto 2012 della Banca Mondiale sull'uguaglianza di genere e su una sterie di recenti studi, Saccomanni ha spiegato che in Italia il divario tra uomini e donne è ampio: in una classifica con 134 Paesi, il nostro si colloca infatti al 74esimo posto, al di sotto di tutti gli altri Paesi europei.

Nel 2010, inoltre, solo il 46% delle donne italiane tra i 15 e i 64 anni aveva un lavoro, contro il 67% degli uomini. La situazione peggiora nel Sud Italia, dove solo tre donne su dieci sono occupate. Questo, secondo Saccomanni, è un problema non da poco per l'economia italiana: se il Bel Paese riuscisse ad avere un'occupazione femminile pari al 60%, il Pil crescerebbe del 7%.

Anche quando hanno un lavoro, inoltre, è raro che le donne riescano a raggiungere posizioni dirigenziali tanto quanto gli uomini: sul 40% di lavoratrici dipendenti nel settore privato, le dirigenti sono il 24%. Va meglio nel settore pubblico, dove le donne ai vertici possono arrivare anche al 45%.

Il messaggio è chiaro: l'Italia non utilizza come dovrebbe le risorse delle donne nel mondo del lavoro. Se lo facesse, la situazione economica del Paese sarebbe indubbiamente migliore.


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