DAL MONDO07:44 - 26 ottobre 2011

Happy (birthday) Julia

Myself è in edicola: scopri l'intervista a Julia Roberts

di Elisa Leonelli
<p>Happy (birthday) Julia</p>

Ci sono due film che non importa quante volte li abbiamo già visti: quando passano in televisione, a qualsiasi ora, non c'è verso, non riusciamo a staccarci, anche se è la quindicesima volta. Sono Pretty Woman e Notting Hill e, guarda caso, in entrambi la protagonista è lei, Julia Roberts.

Nel primo - 1990 - aveva solo 23 anni, un sorriso meraviglioso e grande, e il futuro davanti. Nel secondo - anno 1999 - quel futuro era già diventato presente: attrice consacrata, fidanzata d'America, donna coccolata dal mondo intero. (...)

Quasi quindici anni dopo, con un Oscar, un marito molto meno famoso di lei (il cameraman Danny Moder) e tre figli, Julia è riuscita nell'impresa più difficile per chi fa un mestiere come il suo: crescere sotto i riflettori, liberarsi dalla maledizione della prima della classe, mantenere il rispetto di pubblico e colleghi. Primo tra tutti Tom Hanks, già suo co-protagonista in La guerra di Charlie Wilson: in questi giorni sono di nuovo insieme nei cinema con Larry Crowne, di cui lui è pure il regista. (...)

Certo, ormai sono anni che ha perso il primato di attrice più pagata di Hollywood (Angelina Jolie e Sarah Jessica Parker fatturano di più), ma è anche vero che i film vanno e vengono, lei resta: è che ha l'aria familiare di una con cui siamo cresciute, tipo quelle amicizie che fai a vent'anni e sono forever.

Carriera stellare, matrimonio, figli, pure l'orto. Insomma è di quelle che ce la fanno a far tutto. Com'è che io non riesco a ritirare le cose in tintoria?

«Non so neanche cosa voglia dire "tutto". Posso dirle che ho trovato un uomo con cui mi intendo perfettamente e ci siamo costruiti una vita che ci corrisponde. Tutto parte da qui, il resto segue».

Ma una star riesce ad avere una vita normale?

«Massì, dài. La nostra è simile a quella dei vicini di casa. È fondamentale mettere dei paletti, limitare le intrusioni, vale sia per i fotografi sia per i parenti. È pieno di attori che lo fanno, semplicemente perché lo vogliono».

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