DALL'ITALIA13:12 - 27 ottobre 2011

Liguria e Toscana devastate dal maltempo

Monterosso, perla delle Cinque Terre, è distrutta e in Lunigiana le strade sono di fango

di Francesca Porta
<p>Liguria e Toscana devastate dal maltempo</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Il mare è macchiato di fango, le strade sono sommerse dai detriti, le case sventrate, i ponti distrutti, fiumi hanno inondato interi paesi. Sette persone sono morte, travolte dalla furia dell'ondata di maltempo che martedì pomeriggio ha colpito la provincia di La Spezia, in Liguria, e la Lunigiana, in Toscana. I dispersi sono ancora una decina.

In Liguria, tra i paesi più colpiti ci sono le Cinque Terre, patrimonio paesaggistico e culturale tra i più belli d'Italia. La bellissima Monterosso, tante volte cantata nelle poesie di Eugenio Montale, è completamente sommersa dal fango e dai detriti. Vernazza, pochi chilometri più in là, è irriconoscibile. La situazione non è migliore in Toscana, dove i danni maggiori si sono registrati ad Aulla, colpita dall'inondazione del fiume Magra.

Le operazioni di soccorso, inoltre, devono fare i conti con le molte interruzioni delle vie di comunicazione: alcuni tratti di autostrada e di ferrovia, infatti, sono ancora chiusi. Sulla costa si interviene addirittura via mare.

Centinaia sono le persone sfollate, migliaia quelle che hanno ancora una casa, ma che dovranno affrontare lunghi lavori di risistemazione. Si parla di decine di milioni di danni, ma in realtà dovranno passare ancora alcuni giorni prima di riuscire a capire la vera entità della tragedia.

Intanto, l'Italia si interroga sulle cause del disastro: da dove arrivano queste piogge quasi "monsoniche"? Cosa si può fare per limitare i danni? Questa mattina, su La Stampa, il meteorologo e climatologo Luca Mercalli ha spiegato che ci dovremo abituare all'aumento delle precipitazioni.

«Il territorio italiano è storicamente soggetto a frequenti eventi idrogeologici intensi e gravosi - ha spiegato Mercalli - e gli ultimi decenni di cementificazione sfrenata non hanno fatto altro che amplificare questa fragilità. La nuova preoccupazione, però, è quella dei cambiamenti climatici. Riscaldamento globale significa maggior evaporazione dell'acqua degli oceani e quindi accelerazione del ciclo idrologico».

Le precipitazioni eccezionali, dunque, saranno un fenomeno frequente nei prossimi anni. Le soluzioni? «Smettere di interrogarci su questi disastri solo in fase di emergenza, dimenticandocene pochi giorni dopo - scrive Mercalli -, smettere di affidarci al fatalismo del "speriamo che me la cavo", smettere di considerare profeti di sventura i tecnici che da decenni evidenziano questi pericoli. Progettare e realizzare con sistematicità e determinazione la vera grande opera di cui abbiamo bisogno: una pianificazione e manutenzione capillare del territorio, che riduca i rischi di oggi e si prepari a quelli di domani».


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RISULTATI
dscarllatta 59 mesi fa

non sto a sindacare se ci sono colpe o meno ! Non sono in grado di dirlo. Ma sono addolorata

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