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La Palestina è entrata a far parte dell'Unesco.
La notizia ufficiale è arrivata lunedì mattina, dopo la decisione
presa dalla maggioranza dei componenti della conferenza generale
dell'organismo Onu. Con 107 voti su 193, gli Stati
membri dell'Unesco hanno accolto la richiesta di adesione
della Palestina.
Hanno votato a favore la Francia, il Belgio, la Spagna,
l'Austria e la Russia, mentre gli Stati Uniti, la Germania
e Israele hanno invece espresso voto contrario (in tutto i
"no" sono stati 14). L'Italia ha invece deciso (insieme ad altri 51
Paesi) di astenersi.
«Ci siamo attivati per giungere a una posizione coesa e unita
dell'Europa, e, non essendoci riusciti, abbiamo deciso di
astenerci - ha spiegato il portavoce della Farnesina
Maurizio Massari -. Riteniamo che questo non era
il momento per porre la questione della membership palestinese
all'Unesco, in una fase in cui si sta cercando di creare le
condizioni ideali per una ripresa del negoziato tra palestinesi e
israeliani».
L'esito del voto ha provocato una dura reazione da parte
degli Usa, da sempre alleati con Israele: «Non possiamo
accettare questa decisione», ha dichiarato il portavoce di
Washington. Il sottosegretario americano per l'Educazione, Martha
Kanter, ha parlato di una decisione «controproducente e
prematura». Ancora più pesante è stata la reazione del
rappresentante di Israele: «È una tragedia».
La contrarietà degli Stati Uniti potrebbe costare molto
all'Unesco: gli Usa, infatti, avevano minacciato, in caso di
ammissione della Palestina, di ritirare i finanziamenti
all'Unesco. La quota versata ogni anno dagli Usa è molto
alta: si tratta di 70 milioni di dollari (22% del suo bilancio
annuale).
La decisione presa oggi dalla conferenza generale è destinata a
passare alla storia: l'Unesco è infatti il primo organismo
dell'Onu ad aver riconosciuto e accolto la Palestina tra i suoi
stati membri. Si tratta di un grande passo avanti per i
palestinesi, in attesa che l'Onu si pronunci sull'ammissione della
Palestina nelle Nazioni Unite, richiesta dal presidente Abu Mazen
lo scorso mese di settembre.