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Parlare di «martedì nero» è quasi un eufemismo. Per tutta la
giornata di martedì 1 novembre, le Borse europee
sono andate in caduta libera, per poi chiudere con numeri che fanno
pensare al peggio.
La Borsa di New York ha chiuso a -2,48%, Parigi a -5, 38%,
Londra a -2,21%. La peggiore è stata Milano, che
ha chiuso con una perdita del 6,80%: è il
risultato peggiore dal 6 ottobre 2008, dopo il crac di Lehman
Brothers, quando Piazza Affari perse l'8,24%. Il dato di ieri si
avvicina tragicamente a quel -7,57% registrato l'11 settembre 2001,
dopo l'attentato terroristico alle Torri Gemelle.
A scatenare il crollo delle Borse è stato l'annuncio del
premier della Grecia, George Papandreou,
di voler indire un referendum popolare sul piano di salvataggio di
Atene appena deciso dalla Ue. L'ipotesi del referendum ha suscitato
in tutta l'Europa il timore di un fallimento della
Grecia e di un contagio nella zona dell'Euro.
La crisi economica schiaccia anche l'Italia, che ora si trova a
dover offrire garanzie perché le misure reclamate dall'Ue vengano
approvate rapidamente. Di fronte alla situazione, aggravata dalle
perdite in Borsa, il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano ha deciso di intervenire e di far sentire la
propria voce.
«Dinanzi all'ulteriore aggravarsi della posizione italiana dei
mercati finanziari - ha scritto Napolitano in una nota ufficiale -,
e alla luce dei molteplici contatti stabiliti nel corso della
giornata, considero ormai improrogabile l'assunzione di
decisioni efficaci nell'ambito della lettera di impegni
indirizzata dal governo alle autorità europee».
«Il presidente del Consiglio Silivo Berlusconi mi ha
confermato il proprio intendimento di procedere in tal
senso. Dal canto loro, diversi rappresentanti dei
gruppi di opposizione mi hanno manifestato la disponibilità a
prendersi le responsabilità necessarie in rapporto
all'aggravarsi della crisi. Nell'attuale così critico momento, il
Paese può contare su un ampio arco di forze sociali e politiche
consapevoli della necessità di una nuova prospettiva di larga
condivisione delle scelte che l'Europa, l'opinione internazionale e
gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza
dall'Italia».
«Ritengo mio dovere - ha concluso Napolitano -
verificare le condizioni per il concretizzarsi di tali
prospettive».