Sapessi com'è strano, innamorarsi a Milano...

11 febbraio 2010 
<p>Sapessi com'è strano, innamorarsi a Milano...</p>

È una città grigia, piovosa, superficiale, dove la gente va sempre di fretta e pensa solo a lavorare. Quando si parla del capoluogo lombardo, gli stereotipi non mancano: ma è davvero un luogo così inospitale? Micol Arianna Beltramin, autrice di I 101 luoghi più romantici di Milano dove innamorarsi per tutta la vita (Newton Compton Editori, 13,90 euro) è fermamente convinta del contrario...

Secondo l'autrice del libro, fresco di uscita, la città meneghina non ha la bellezza sfacciata di Marilyn Monroe, Rita Hayworth o Sofia Loren, ma possiede il fascino enigmatico di Marlene Dietrich. Può sembrare scostante all'apparenza, ma proprio per questo risulta decisamente romantica.

D'altronde, dice la scrittrice, «come la buona musica nasce spesso in contesti inospitali - pensate al rock a Seattle, o al blues nei campi di cotone - così la forma più pura di romanticismo di solito rifugge da scenari idilliaci. Se Verona non fosse stata ostile a Romeo e Giulietta, probabilmente sarebbero diventati una coppia qualunque».

Insomma, a Milano non mancano scorci e situazioni romantiche: solo che bisogna fare lo sforzo di andarseli a cercare. Ci si può innamorare del celebre bacio di Hayez, ma anche di un passante intravisto nella nebbia, dei resti (quasi sconosciuti) di un palazzo imperiale in via Brisa ma anche, perché no, di un informatico dell'Apple Store. In fondo, continua la Beltramin, «tra un partner sfacciatamente bello e simpatico e uno non bello ma intrigante, apparentemente scontroso ma con un mondo dietro la facciata… chi scegliereste?».

La scrittrice non ha dubbi: «Amo le persone fatte a cipolla; per me sono una sfida continua, e non si è mai finito di conoscerle. Se Milano fosse un uomo, sarebbe il mio uomo ideale. Perché sta bene in jeans e maglietta quanto in giacca e cravatta; perché ha lo sguardo serio, ma ogni tanto si lascia andare a risate che ti spaccano il cuore; perché durante il giorno lavora duro, ma la sera trova ancora la forza di portarti a ballare… Perché è maledettamente ambizioso, ma non rinnega le sue origini provinciali. Soprattutto, credo, perché sa stare al suo posto, al punto da farti pensare che si sia dimenticato di te. Ma poi, quando più ne hai bisogno, ha sempre pronto un abbraccio. E se mai ti chiederà di sposarlo, lo farà in ginocchio. Di questo puoi starne certa».

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