I soldi non comprano la felicità. Può sembrare una frase fatta
ma è quanto conferma una ricerca pubblicata
sull'Economic Journal condotta dagli economisti
Curtis Eaton dell'Università di Calgary e
Mukesh Eswaran dell'University of British
Columbia. Secondo loro, la popolazione benestante più si
arricchisce, più è insoddisfatta.
Nei paesi ricchi si dà molta importanza a oggetti che non sono
strettamente necessari. L'infelicità, di conseguenza, aumenta in
coloro che non si possono permettere un paio di
scarpe firmate o il cellulare più sofisticato, anche se in genere
non hanno problemi di denaro.
Gli studiosi hanno quindi concluso che, oltre un livello di
ragionevole benessere, una maggiore ricchezza può far sentire
peggio una nazione nel suo complesso. «Questi status symbol
rappresentano uno zero-sum game: soddisfano coloro che se
li possono permettere, facendoli apparire ricchi, ma tutti gli
altri si sentono frustrati».
Lo studio si ricollega al concetto di consumo cospicuo,
coniato due secoli prima dall'economista Thorstein
Veblen. Nei paesi ricchi, attraverso l'acquisto di generi
di lusso, le persone cercano di distinguersi.