Strizza idealmente l'occhio a Mae West, l'attrice statunitense
degli anni '40 simbolo dell'emancipazione femminile, la mostra
Bad Girls: good girls go to heaven, bad girls go
everywhere, aperta fino al 30 marzo alla Vision Quest Gallery e l'UnimediaModernContemporary
Art di Genova.
L'esibizione, curata da Caterina Gualco e Clelia Belgrado,
ospita i lavori di 43 artiste contemporanee, da Marina
Abramovic a Vanessa Beecroft, da
Berty Skuber a Malena Mazza, da
Sandy Skoglund a Bettina Rheims:
tre generazioni di donne attive nell'ambito dell'installazione,
della performance, della fotografia e del video.
Secondo Viana Conti, che ha curato il catalogo
della mostra, si tratta di una «rassegna multimediale al femminile,
un po' anarcoide, un po' canzonatoria, senz'altro politicamente
scorretta, che muove dagli anni '40 e arriva fino a oggi. Qui la
donna, tendenzialmente oggetto di rappresentazione, è finalmente
soggetto e si dispone alla ricerca di un'autorappresentazione in
cui la propria immagine possa illuminare una realtà interiore
ancora oscura: la propria».
Info in pillole
Cosa: Bad Girls: good girls go to
heaven, bad girls go everywhere
Dove: UnimediaModernContemporaryArt, piazza
Invrea 5, Genova, tel. 010-2758785, e Vision Quest Gallery, piazza
Invrea 4r, Genova, tel. 010-265629 (da mercoledì a sabato)
Quando: fino al 30 marzo (orari:
dal lunedì al sabato 15:30 - 19:30, mattino e festivi su
appuntamento)
(nella foto: Dorothy Hong "Sway girls", 2007)