Depressione post-parto: ne soffre anche lui

20 maggio 2010 
<p>Depressione post-parto: ne soffre anche lui</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Interessa il 10% degli uomini nei periodi strettamente pre e post natale, ma la percentuale arriva fino al 25% quando il bambino ha tra i 3 e i 6 mesi di vita: il nuovo fenomeno messo in evidenza da uno studio statunitense della Eastern Virginia Medical School di Norfolk pubblicato sul Journal of American Medical Association è la depressione post partum dei papà.

Il tasso globale di baby blues registrato tra i padri, che generalmente interessa tra il 10 e il 30% delle neomamme, è del 10,4%. «Circa il doppio rispetto a quello medio di depressione che generalmente riguarda la popolazione maschile, pari al 5%", spiega James Paulson, psicologo clinico e autore dello studio. Analizzando i dati di 43 studi differenti su un campione di 28 mila uomini, i ricercatori hanno rilevato che i padri soffrono di depressione tra il primo trimestre di gravidanza delle proprie mogli e il primo anno successivo al parto.

Fattori come lo stress, la privazione del sonno o il solo fatto di dover affrontare una situazione del tutto nuova sarebbero determinanti e il periodo più delicato, in particolare, è quello compreso fra i primi tre e i sei mesi di vita del bambino, fase in cui la percentuale di papà che soffrono di depressione post partum sale fino al 25,6%.

La ricerca ha anche messo in evidenza il legame tra il rischio di depressione materna e paterna: se uno dei genitori è depresso, l'altro corre infatti un rischio maggiore di soffrire dello stesso disturbo. La depressione in entrambi può scaturire sia dal rapporto di coppia che dall'arrivo del nuovo nato, ma in ogni caso occorrono ulteriori studi per capirne cause ed effetti. «Questa condizione», ha concluso Paulson. «È sempre vista come un disturbo della sola maternità. Ora questa impostazione va cambiata, e a capirlo dovranno essere soprattutto medici e operatori sanitari».

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