Quante volte ci siamo ritrovati a canticchiare una canzone
indipendentemente dalla nostra volontà? Ebbene, il fenomeno ha una
spiegazione scientifica. L'istituto BRAMS (International
Laboratory for BRAin, Music and Sound Research) di
Montreal ha studiato gli "earworms" (tarli nell'orecchio), le
melodie che ci entrano in testa e che non riusciamo a smettere di
cantare, scoprendo che le "canzoni appiccicose" hanno dei tratti
comuni come la ripetitività e la facilità dei testi.
La professoressa Sylvie Hebert, che ha condotto lo studio insieme
al ricercatore Andréane McNally-Gagnon, ha analizzato gli effetti
dei jungle di 100 canzoni pop su 36 volontari, di cui 18 musicisti
e 18 non musicisti: a tutti è stato chiesto di annotare pensieri e
sensazioni prima e dopo ogni canzone e spiegare quindi il tipo di
influenza che i ritornelli avevano sul loro cervello.
I più inclini a farsi "infettare" dalle canzoni appiccicose si sono
dimostrati proprio i musicisti, il cui cervello è abituato a
riempire con la musica i vuoti e concentrazione. Pare infatti che i
jingle si attacchino al cervello proprio quando non si sta facendo
niente di particolare o si è impegnati in azioni ripetitive e
collaudate.
Sulla base dello studio i ricercatori hanno stilato la lista delle
25 canzoni più difficili da scacciare dalla testa: al primo posto
un classico della canzone francese (non dimentichiamo che la
ricerca è stata condotta a Montreal) Ça fait rire les
oiseaux de La compagnie Créole, al secondo I will
survive di Gloria Gaynor, al terzo Don't worry, be
happy di Bobby McFerrin e a seguire Life is life
degli Opus, Singing in the rain di Gene Kelly, Hey
Jude dei The Beatles, il tema del cartone per ragazzi
L'ispettore Gadget, Let the Sunshine dei Fifth
dimension, The Final Countdown degli Europe e al
diciottesimo posto la regina delle hit appiccicose, Lady Gaga con
la sua Poker Face.
Qual è la canzone "più appiccicosa", per te?