Il primo amore?  È come un trauma

03 giugno 2010 
<p>Il primo amore? &nbsp;È come un trauma</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Il primo amore, quello più passionale, non si scorda mai e non sempre lascia in noi un ricordo positivo. Uno studio americano sull'attività cerebrale ha dimostrato che il primo forte sentimento provoca reazioni neuronali precise nel cervello, diverse da quelle che si scatenano con gli amori successivi, più romantici e meno distruttivi, e identiche per tutte le popolazioni, a prescindere da cultura e società.

Le aree cerebrali che si attivano guardando la foto della prima persona di cui si è stati innamorati sono le stesse che regolano i meccanismi della dipendenza e, secondo i ricercatori della Stony Brook University di New York, il "caos romantico" che invade il nostro cervello quando ci innamoriamo appassionatamente per la prima volta segue meccanismi sempre identici, che lasciano nella nostra psiche un ricordo spesso negativo, legato alla sofferenza, e per questo indelebile.

Lo studio ha preso in esame, nel corso di tre anni, campioni di popolazione britannica, americana e cinese. Indipendentemente dalla matrice culturale, i ricercatori hanno infine concluso che l'amore romantico ha la stessa intensità di quello passionale, ma presenta una minore componente ossessiva. L'amore appassionato o ossessivo include sentimenti di incertezza e ansia ed è per questo che è così bello, terribile e indimenticabile.

«I nostri studi, effettuati attraverso la scansione degli impulsi cerebrali, hanno dimostrato che l'amore passionale, a differenza di quello romantico, non sempre è fonte di piacere, e nasconde anzi un lato oscuro e talvolta tragico», spiega Art Aron, che ha studiato le popolazioni occidentali. «Innamorarsi per la prima volta di una persona che non ci contraccambia, ci lascia o che non possiamo avere ha spesso l'effetto e le conseguenze di un vero e proprio trauma».

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