Shopping: diventa compulsivo
per colpa del ciclo

20 settembre 2010 
<p>Shopping: diventa compulsivo<br />
 per colpa del ciclo</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La notizia farebbe la felicità di Becky, la protagonista dei numerosi I love shopping (l'ultimo è I love (mini) shopping) di Sophie Kinsella: ovvero, sono gli ormoni femminili che scatenano la voglia di shopping compulsivo nelle donne, portandole a spendere oltre 250 sterline (poco meno di 300 euro) in determinati momenti del mese.

In altre parole, il ciclo ha un effetto devastante non solo sul nostro umore, ma anche sulle nostre carte di credito. A dirlo, un sondaggio online condotto dagli psicologi dell'Università dell'Hertfordshire su un campione di 450 donne di età compresa fra i 18 e i 50 anni e guadagni variabili fra le 20mila e le oltre 75mila sterline (ovvero, fra quasi 24mila e 90 mila euro), che ha evidenziato come esista un significativo legame fra lo shopping e i cambiamenti ormonali che avvengono nel corpo femminile a seconda dell'approssimarsi del mestruo.

Analizzando, infatti, le abitudini di spesa delle partecipanti alla ricerca, chiedendo loro gli acquisti compiuti nell'ultima settimana e la data del loro ultimo ciclo, si è visto come gli esborsi fluttuassero per tutto il mese, raggiungendo il picco più alto per quanto riguarda gli acquisti di beni di lusso non programmati in concomitanza della "sindrome pre- mestruale", salvo crollare nel periodo più fertile del mese. Dato, quest'ultimo, che è stato accolto dai ricercatori con una certa sorpresa, visto che era finora convinzione comune che in tale situazione esistesse nelle donne il cosiddetto "effetto ornamentale", che le spinge a desiderare di essere più belle ed eleganti per i loro uomini.

In ogni caso, si è visto come la tendenza comune fosse quella di spendere molto di più di quanto si volesse in realtà fare e se quasi il 60% ha ammesso di aver sborsato 25 sterline più del necessario (pari a quasi 30 euro), c'è anche un considerevole 6% che ha superato la soglia delle 250 per borse e scarpe "assolutamente non necessarie".

Un terzo delle intervistate ha poi ammesso di essersi sentito in colpa per l'acquisto non preventivato o per essere tornato a casa con una cosa diversa da quella che si intendeva comprare, ma c'è anche chi ha confessato di essersi arrabbiata con se stessa per aver sforato il budget. «E' giusto che le donne siano consapevoli dei fattori che possono influenzare i loro comportamenti», ha spiegato l'autrice dello studio, la professoressa Karen Pine, alla rivista "Personality and Individual Differences" che lo ha pubblicato « perché così possono controllare maggiormente il loro modo di spendere.

In pratica, ora le donne possono decidere di non andare a fare shopping quando sentono di essere in sindrome pre-mestruale, perché sanno che questa condizione potrebbe spingerle a spendere di più o a comprare per impulso e non per reale necessità».

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