Gli innamorati parlano (davvero) la stessa lingua

05 ottobre 2010 
<p>Gli innamorati parlano (davvero) la stessa lingua</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La lingua dell'amore esiste davvero e da come viene usata si capisce subito se la storia è destinata a durare oppure no. E a dirlo è la scienza, che ha scoperto una "corrispondenza d'amorosi sensi" nel modo in cui le coppie parlano e interagiscono verbalmente all'interno della relazione e tanto più i due tendono a copiarsi nelle espressioni e nei modi di dire, tanto più sono uniti e "innamorati".

«La corrispondenza del linguaggio (altrimenti detta "language style matching" o "LSM", ndr) è automatica - ha rilevato la dottoressa Molly Ireland, che fa parte del gruppo di ricercatori dell'Università del Texas che ha condotto la ricerca - e funziona come una finestra per vedere come le persone si relazionino con gli altri».

La prima parte dello studio è consistita nel tracciare le parole usate da circa 2mila studenti universitari in risposta a temi assegnati con stili linguistici diversi. Si è così visto che se la domanda veniva posta in modo confuso e asciutto, lo studente era portato a rispondere nel medesimo modo, mentre se il gergo era più colloquiale, anche le risposte si uniformavano.

«Quando due persone iniziano una conversazione - ha spiegato lo psicologo James Pennebaker, co-autore della ricerca - di solito, nel giro di pochi secondi, cominciano a parlare allo stesso modo».

Dopo gli studenti, i ricercatori hanno applicato tale corrispondenza alle relazioni personali, analizzando l'analisi del linguaggio verbale fra Sigmund Freud e Carl Jung (che si scrissero settimanalmente per almeno sette anni all'inizio delle rispettive carriere): studiando al computer le parole usate nelle loro lettere, è stato così possibile tracciare la parabola della loro relazione tempestosa, passata dall'ammirazione reciproca dei primi giorni al disprezzo degli ultimi tempi.

Il successivo passo degli studiosi americani è stato poi quello di estendere la corrispondenza dialettica alle relazioni sentimentali grazie all'analisi degli scritti fra i poeti vittoriani Elizabeth Barrett e Robert Browning e i loro equivalenti moderni, Sylvia Plath e Ted Hughes. Anche in questo caso veniva assegnato un punteggio specifico alle corrispondenze linguistiche e tale risultato ha raggiunto il picco più alto a metà relazione - 1.200 per i Browning e 2.789 per la coppia Hughes-Plat - salvo poi precipitare a meno della metà quando il rapporto si stava esaurendo.


«Le parole usate dalle due coppie erano più simili durante i periodi felici - ha spiegato ancora la Ireland a corredo dello studio pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology - e meno sincronizzate verso la fine, sebbene, anche nel punto più alto della storia fra Hughes e la Plat, ci fossero meno sincronie di quante se ne siano riscontate nel punto più basso della relazione dei Browning».

A detta del Daily Mail, l'obiettivo degli studiosi sarebbe ora quello di capire se anche le conversazioni di ogni giorno possano essere usate per predire l'inizio e la fine di una storia d'amore.

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