Amore, un test lo misura

08 ottobre 2010 
<p>Amore, un test lo misura</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

"Mi ami? Ma quanto mi ami?". Niente panico, ora un test d'amore messo a punto dagli studiosi della Rochester University in America vi permetterà di rispondere con precisione scientifica all'annosa questione e di scoprire così se la vostra relazione avrà un futuro oppure no.

Analizzando il comportamento di 222 volontari a cui era stato chiesto di associare termini positivi o negativi al nome del partner, i ricercatori sono stati in grado di stabilire chi si sarebbe lasciato nel giro di un anno: non caso, su 116 che hanno poi accettato di rispondere al successivo sondaggio per sapere chi fosse ancora in coppia a 12 mesi di distanza, è emerso che 19 avevano chiuso la loro storia, che corrisponde al 16% del campione. Dopo aver fornito il nome del compagno e aver compilato un questionario circa lo stato della loro relazione, i partecipanti al test sono stati messi davanti ad un monitor, dove c'erano scritte tre tipologie di parole: di accezione positiva, negativa e il nome del partner, e ogni volta che una parola positiva o negativa veniva associata al compagno, dovevano premere la barra spaziatrice della tastiera.

Si è così scoperto che coloro che trovavano più facile ed immediato il collegamento con espressioni positive erano anche quelli che avevano una relazione più solida e destinata a durare nel tempo. «Quello che mi ha davvero entusiasmato di questo studio è che i nostri risultati sembravano svolgere un lavoro migliore nel predire l'esito della relazione di quanto le stesse persone ci dicessero su di essa», ha spiegato al "Daily Telegraph" uno degli autori della ricerca, il professor Ronald Rogge, «e quelli che mostravano sentimenti negativi nei confronti del partner avevano una probabilità sette volte maggiore di rompere la relazione nell'anno successivo».

Precedenti studi sull'argomento si erano rivelati inefficaci nello stabilire quanto davvero soddisfatta fosse una persona della sua storia d'amore perché, in genere, si è portati a dire agli scienziati cose diverse da quelle che, in realtà, si provano. «La difficoltà è che spesso si presume di sapere quanto si è felici», ha continuato Rogge «e, a peggiorare le cose, c'è anche il fatto che le persone non vogliono spesso ammettere di cominciare a sentirsi infelici nella loro relazione. Ma questo test ci ha permesso di valutare il sentimento dei partecipanti e, facendoci conoscere informazioni che non volevano o non erano in grado di riferirci, ci hanno, in realtà, fornito una visione unica di cosa realmente provassero per il partner».

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