Se ami soffri di meno

22 ottobre 2010 
<p>Se ami soffri di meno</p>

L'amore è il più potente antidolorifico del mondo e la sua efficacia è paragonabile a quella di un forte analgesico o addirittura di una droga. A dirlo non è un inguaribile romantico, bensì uno studio americano, primo nel suo genere, che ha evidenziato lo stretto legame esistente fra sentimento e dolore, con il primo in grado di attenuare il secondo, rendendolo così più sopportabile, visto che entrambi risiedono nella stessa regione cerebrale che governa il controllo del dolore e l'innamoramento.

Analizzando il comportamento di alcuni studenti ai quali veniva procurata una leggera scossa alla mano mentre guardavano le foto di amici o dei partner, gli scienziati della State University di New York e quelli della californiana Stanford hanno scoperto come l'euforia emotiva scatenata da una storia d'amore fosse in grado di far ignorare ai partecipanti al test il disagio creato da uno stimolo fisico doloroso.

«Le zone del cervello attivate quando siamo innamorati sono le stesse sulle quali vanno ad agire gli antidolorifici per ridurre il dolore», ha spiegato alla rivista online PlosOne lo psicologo Arthur Aron, fra i ricercatori coinvolti nell'esperimento. «Quando si pensa alla persona amata c'è un'intensa attivazione nell'area del cervello cosiddetta di "ricompensa", ovvero quella che si accende quando si assume cocaina o si vincono tanti soldi».

Agli studenti è stato anche chiesto di ricorrere a test di distrazione, utili per ridurre il dolore, e in questo caso gli studiosi hanno notato che il sollievo dal dolore veniva generato da due zone del cervello distinte: nel primo caso (amore), l'area interessata era quella nella parte più profonda e primitiva del cervello, mentre nel secondo (distrazione) la corteccia esterna.

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