Amori malati: un corso
per imparare a dire basta

19 gennaio 2011 
<p>Amori malati: un corso<br />
 per imparare a dire basta</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Lasciarsi alle spalle un amore malato è per molte persone un'impresa, talvolta impossibile. Chiudere per sempre con il partner che non ci ama più e da cui si subiscono umiliazioni, frustrazioni o in alcuni casi persino violenza richiede uno sforzo che non sempre si è in grado di affrontare da sole. Si parla in questi casi di "dipendenza affettiva" e per uscirne, considerate le tante vittime che sempre di più miete, a Verona è nato persino un corso.

Lo ha organizzato l'Usl 20, attraverso il Servizio di psicologia territoriale, la cui responsabile, la psicoterapeuta Marcella Parise, che coordina il progetto, ha così commentato l'iniziativa: "Più che un vero e proprio corso, si tratta di una serie di incontri che prenderanno il via il 9 febbraio, strutturandosi in gruppi di "auto-aiuto", una sorta di gruppi di discussione tra 10-12 donne con problemi di dipendenza affettiva. Ogni appuntamento sarà coordinato da due psicoterapeute e da un osservatore (nello specifico, la stessa dottoressa Parise, la dottoressa Lorella Barbieri e la dottoressa Cecilia Russo, ndr). L'iniziativa è rivolta solo alle donne, ma si sono già rivolti a noi anche alcuni uomini, le cui domande non potranno essere accolte".

Otto gli incontri in calendario, di cui il primo, conoscitivo e volto a selezionare i candidati attraverso colloqui individuali, si è appena tenuto. Dal prossimo in avanti, all'inizio di febbraio, la cadenza sarà quindicinale, ogni mercoledì alle 17.30, per un'ora e mezza (tel. 045-916033). La partecipazione, con impegnativa del medico di base, prevede un contributo di 25 euro per ogni appuntamento. Ciascun incontro si incentra su un singolo tema (la relazione, la consapevolezza, il cambiamento e così via) che, sviluppato insieme al successivo, passo dopo passo, come un percorso, conduce per mano verso la svolta chi soffre ed è prigioniero di un rapporto pericoloso, che sta diventando un'ossessionante fonte di dolore.

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