Erika Lust: «I miei sono film hard
con il punto di vista delle donne»

19 settembre 2011 
<p>Erika Lust: «I miei sono film hard<br />
 con il punto di vista delle donne»</p>

Le donne lo fanno meglio. Cosa? Dirigere i film porno. La sensibilità femminile dietro alla macchina da presa si fa sentire eccome. Assumere il punto di vista di una donna, pensare a cosa la eccita e girare di conseguenza fa la differenza, tanto da creare un genere, quello del "porno femminista". Perché, quasi inutile sottolinearlo, ciò che eccita una donna non sempre è la stessa cosa che eccita un uomo. Erika Lust, nome d'arte di Ellinor Hallqvist, è originaria di Stoccolma, 34 anni, vive a Barcellona e qui ha fondato la Lust Films of Barcelona, casa di produzione di film pornografici diretti a un pubblico femminile ma particolarmente graditi anche agli uomini. Il desiderio di colmare un vuoto in un mercato saturo di testosterone è ciò che l'ha spinta a creare un'alternativa "in rosa" nel settore. Una volta ci si scandalizzava se si sorprendeva il fidanzato davanti a un film hard. Più tardi si è arrivati a guardali insieme. Adesso potrebbero essere le donne a proporre i titoli, scegliendoli dalla filmografia di registe come la Lust, ora impegnata nelle fasi conclusive della realizzazione del suo ultimo film dal titolo Cabaret Desire. In uscita a ottobre il nuovo hot movie è ambientato in un locale in cui la gente va per sentirsi raccontare favole erotiche. L'abbiamo intervistata.

In cosa un film porno pensato per le donne è diverso da un porno tradizionale?

«È difficile dare una definizione univoca dal momento che per ciascuno è diverso, ma in generale si può dire che le donne hanno bisogno per eccitarsi di un po' più di contesto. Ovvero hanno bisogno che si crei complicità, che ci sia passione e desiderio perché possano cominciare a provare piacere».

Insomma sesso non fine a se stesso. Ma questo piace solo alle donne?

«No, anzi. Molti uomini guardano i miei film e molti mi vengono a dire che sono insoddisfatti se non addirittura annoiati dai film porno tradizionali perché non hanno niente a che vedere con la vita normale e non sono in grado di identificarsi minimamente con ciò che accade in questi film. Nel porno indipendente si cerca di raccontare non il meccanismo del sesso, ma un sesso genuino e naturale, mostrato in situazioni che potrebbero capitare davvero a ciascuno di noi».

Come rappresenti le donne nei tuoi film?

«Cerco di mostrare donne vere, moderne. Donne indipendenti che decidono da sole. Donne che hanno un lavoro e che non sono obbligate da nessuno a fare ciò che fanno. Nei porno tradizionali le donne sono trattate come dei pezzi di carne e sono completamente dominate dagli uomini e noi riusciamo a capire davvero poco o nulla di cosa piace a loro, dei loro sentimenti, delle loro passioni. Vengono rappresentate come un cliché e non c'è alcuna corrispondenza fra loro e le donne di tutti i giorni. Il mio obiettivo invece è di mostrare che le donne amano fare sesso, hanno bisogno di sesso, in quanto esseri umani, e non dovrebbero essere oggetto di pregiudizi per questo».

Ritieni che le donne siano maggiormente consapevoli di ciò che piace loro dal punto di vista sessuale e siano in grado di chiedere ciò che vogliono?

«Anche in questo caso dipende. Ogni donna esplora la propria sessualità in un modo unico e personale. Credo che alcune donne abbiano fatto passi avanti nella conoscenza del proprio corpo e nella consapevolezza di cosa dà loro piacere, mentre altre sono ancora spaventate o si vergognano di quella che potrebbe essere l'opinione degli uomini o ancora sono troppo timide. I media e la pornografia tradizionale hanno diffuso l'idea che se a una donna piace il sesso e ne parla è fondamentalmente una poco di buono. Ed è questa la ragione principale per cui masturbarsi o guardare film porno finisce per essere, per alcune donne, qualcosa di cui vergognarsi, mentre, a mio parere, le donne dovrebbero essere felici di vivere con gioia la propria sessualità, come esseri umani».

Quali sono i paesi in cui è maggiormente apprezzato il tuo lavoro e qual è l'accoglienza che ha avuto in Italia?

«L'Italia si è dimostrata entusiasta di quello che faccio e ho avuto una risposta davvero buona dai clienti italiani. Per il resto la Spagna, l'area del Benelux e la Svezia sono i paesi in cui il mio lavoro viene maggiormente apprezzato».

 

Erika Lust, autrice tra l'altro di una Guida erotica all'Europa (in inglese) e di Per lei, una guida (tradotta in italiano) al cinema erotico che piace alle donne, è anche attivissima su Facebook, Twitter, sul proprio sito e sul suo blog in cui parla delle nuove tendenze e di ciò che amano le donne in materia di sesso, senza inibizioni.

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RISULTATI
Fabio 63 mesi fa

E devo ammettere che preferisco i suoi film perchè più normali e "terra terra" senza tante posizioni strane dalle durate impossibili

Ale4422 63 mesi fa

Ci voleva una regista donna per capire che nei porno tradizionali è proprio il contesto ciò che manca di più. Brava Erika!!

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