Giovani o meno giovani non è questione d'età. A volte capita all'uomo di non farcela. Il logorio della vita moderna si fa sentire anche tra le lenzuola, anche se non sempre si tratta di un reale problema: semplicemente succede. Ma se anche défaillance da stress e stanchezza richiedono un certo tatto da parte della donna, molta più attenzione va messa in campo in caso di reali patologie. Emmanuele A. Jannini, andrologo ed endocrinologo, coordinatore del corso di laurea in Sessuologia all'Università dell'Aquila, spiega come aiutare il proprio lui in difficoltà e tornare ad avere un buon feeling di coppia. 
Aiutalo a non drammatizzareLa prima regola da tenere a mente è che succede e non per questo bisogna andare in crisi. «Capita a tutti gli uomini, almeno una volta, di non riuscire ad avere un rapporto per una difficoltà nell'erezione - spiega il professor Jannini -. Aiutalo a capire quindi che non è il caso di farne un dramma. Anzi addirittura se il fatto è episodico, non è neppure il caso di starci tanto a elucubrare sopra. Un elemento che dovresti fargli considerare è ad esempio la frequenza dei rapporti che, quanto più è alta, tanto più fa aumentare le possibilità di non facela. Ricordagli che l'uomo, e quindi anche il maschio, non è una macchina e talvolta ci sono dei fattori di disturbo che nulla hanno a che vedere con una patologia. Se mi si passa l'analogia è come un bravo cantante che una volta prende una stecca. Sono cose che succedono e il fatto che sia capitato non è assolutamente indice di alcuna malattia né di crisi nel rapporto». In questa eventualità quindi non creare un caso è la miglior strategia.
Non sentirti in colpa e non far sentire in colpa luiDi fronte a una defaillance è importante evitare di innescare una catena di sensi di colpa che parte da te, che pensi di non eccitarlo più, e arriva a lui, che si sente insicuro della propria virilità. Non è semplice, soprattutto se il rapporto è di quelli che durano da qualche anno. Si comincia a pensare che la passione è finita e ci si fa solo del male. Bisogna mettere a tacere la propria insicurezza per evitare anche di far crescere quella del partner. «Se si tratta di fenomeni episodici - continua Jannini - bisogna rimanere con i piedi per terra ed evitare di inventare spiegazioni che nulla hanno a che vedere con la realtà. Una mancata erezione non è per la donna indice di minor sex appel e non ci si deve sentir causa prima di quanto accaduto. Bisogna inoltre evitare con il proprio atteggiamento di far sentire il proprio partner inadeguato, perché si peggiorano solamente le cose ».
Convincilo ad affrontare il problemaSe però le difficoltà sotto le lenzuola cominciano a diventare troppo frequenti è necessario affrontare la situazione. «La donna - spiega il professo Jannini - ha un ruolo fondamentale nel convincere l'uomo ad affrontare in modo serio le proprie difficoltà in ambito sessuale. Sono le donne infatti che di solito si occupano della salute e il loro appoggio può risultare determinante». La vergogna e la reticenza nel prendere coscienza di simili problemi sono infatti molto più alte nell'uomo che nella donna, dal momento che, anche a livello culturale, entrano in gioco pesanti condizionamenti. Ammettere di avere un problema è sempre il primo passo per arrivare alla sua soluzione e a volte l'appoggio affettuoso del partner è la delicata spinta che ci vuole.
La scelta del medico giustoSembrerà scontato ma non lo è. C'è non poca confusione su quale specialista consultare di fronte a disfunzioni erettili o eiaculazione precoce. Se per te, in quanto donna, la visita dal ginecologo è ormai entrata a far parte della routine medica, non è lo stesso per gli uomini. Con la scomparsa dell'obbligo militare, per molti unica occasione per un check up allo stato di salute dei propri organi genitali, gli uomini si sentono disorientati. «Niente sessuologi, niente urologi - afferma il professor Jannini - l'unico vero medico che è deputato ad affrontare questi problemi è l'andrologo. E anche per la scelta dello specialista il ruolo della donna è importante per consigliare e per aiutare a superare la vergogna».
Al suo fianco nella ricerca del problema«È importante cercare aiuto ed è importante cercarlo in coppia» consiglia il professor Jannini. Sentire che l'eventuale difficoltà sarà affrontata insieme è infatti psicologicamente molto importante per l'uomo. «Ciò di cui devi aiutarlo a essere consapevole è che sta affrontando una visita medica che potrebbe portare a riconoscere eventuali patologie. Si sta svolgendo un atto medico, non un consulto semplicemente psicologico. Essere insieme significa affermare di voler collaborare alla risoluzione del problema». Senza ingigantire e senza neppure minimizzare dunque devi aiutarlo ad affrontare i passi necessari, offrendo rassicurazioni e appoggio. Un approccio pratico in questo senso è molto rassicurante. Se il problema è di tipo medico dunque, è utile evitare di allargare l'area d'intervento mettendo in dubbio l'intero rapporto.
Le pillole non sono le tue rivaliNon è infrequente che, evidenziata la disfunzione e trovata la soluzione, proprio quest'ultima diventi il nuovo problema da affrontare. Soprattutto nel caso della disfunzione erettile, viagra, cialis e ora il vardenafil sono aiuti efficaci. Ma se la farmacologia funziona a volte è la psicologia (femminile) che si inceppa. «Spesso - spiega il professor Jannini - le donne vivono queste medicine non come alleate, ma come delle vere e proprie rivali. Alcune donne infatti considerano le erezioni come dovute alle pillole e quindi fittizie. Ritengono di non essere più in grado di sedurre il proprio compagno, avvertono una perdita nel proprio sex appeal e i problemi si moltiplicano. A questo punto bisogna chiarire che viagra & Co. non determinano erezioni artificiali ma agiscono sul naturale desiderio sessuale dell'uomo».
Tornare a vivere il sesso serenamente«La cosa migliore da fare - conclude Jannini - è quella, una volta evidenziato e risolto l'eventuale problema, di tornare a vivere la sessualità in modo assolutamente naturale. Le medicine possono aiutare l'atto sessuale ma è importante che all'interno della coppia questo continui ad essere vissuto come prima che i problemi si manifestassero, senza timori o paure». L'aver affrontato insieme anche questo tipo di difficoltà potrebbe addirittura far ritrovare un nuovo affiatamento.