Il fascino (indiscreto) dello scambio di coppia

di Guy Pizzinelli 

Sono quasi un milione gli italiani che praticano lo scambismo. Perché lo fanno?

Guy Pizzinelli

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Secondo i dati della Federsex, sono circa 2 milioni  gli italiani che lo hanno provato almeno una volta nella vita, mentre un milione lo fa con una certa regolarità.
Ma non immaginateli lontani dal vostro vicino di casa: in media, hanno un'età compresa tra i 30 e i 50 anni, con una condizione sociale e professionale medio-alta e conducono vite normali. Per saperne di più sul fenomeno dello swinging e sugli effetti che si hanno nella relazione con questi giochi erotici di coppia, abbiamo intervistato la psicoterapeuta e sessuologa Stefania Floresi.
Secondo la sua esperienza lo scambismo è una moda da film o è davvero un desiderio e bisogno diffuso in coppie reali?
"Non posso fare riferimento all'esperienza clinica perché non si tratta di una parafilia, vale a dire di una pratica sessuale di per sé patologica. Tuttavia a giudicare dal proliferare di siti internet e locali notturni dedicati alle persone che amano lo scambio direi che si tratta di un desiderio assolutamente reale. Molti la coltivano come fantasia per tutta la vita, si limitano ad immaginare, altri passano all'azione."
Che cosa spinge un uomo o una donna ad  assistere di fatto in diretta al proprio tradimento? Sembra una scelta autolesionistica…
"Gli scambisti non si tradiscono, perché la coppia fa sesso con altri consensualmente, e senza nascondersi dal partner. Lo scambio di coppia è una sorta di tradimento consapevole, consensuale, soprattutto perché l'elemento più importante è la volontarietà di entrambi, senza gelosia o rancore, che altrimenti rovinerebbero la relazione sentimentale. Gli scambisti spesso sono persone che hanno difficoltà ad accendere il desiderio erotico. Abbandonano quindi il sesso tradizionale per scoprire forme alternative di eccitazione che li aiutino a  ritrovare quella passione che, nell'alcova matrimoniale, non provano più".
Ma lo scambismo è una perversione?
"No, è una libera scelta di persone adulte" spiega la Floresi. "Il mondo oggi offre migliaia di stimoli erotici, che incidono sull'evoluzione della nostra sessualità: non basta più una caviglia femminile per eccitare un uomo. Nelle coppie scambiste questa tendenza ad andare oltre è portata all'estremo. Devono sperimentare di tutto. L'incrocio di coppie, comunque, non ha bisogno di amore, anzi: si tratta di un puro e semplice scambio corporeo, di rigorosa ricerca del piacere, senza alcuna intimità psicologica".
In che modo questa pratica impatta sulla vita di coppia? Quali possono essere i pro e i contro?
"Il sesso è un piacere, non deve essere utile. Di contro nel praticare lo scambio ci si può imbattere in alcune difficoltà. Ho avuto richieste di aiuto da coppie che avevano sperimentato lo scambio sopravvalutando la propria capacità di lasciare libero il partner di esprimersi sessualmente con qualcun altro, lasciando emergere anche aspetti non conosciuti, a volte, al compagno usuale. In altri casi la pratica dello scambio è diventata, per uno dei due, necessaria all'eccitazione, e per l'altra metà questa esigenza è risultata insostenibile."
Una possibile motivazione psicologica può risiedere nella necessità di conferme, di sentirsi desiderati/e, che però può finire per portare il soggetto a un continuo e pericoloso gioco al rialzo. Oppure ancora il vedere la propria partner soddisfatta da un altro uomo, magari più prestante può da un lato indurre competizione ma dall'altro, in soggetti insicuri e con bassa autostima, togliere il peso del non sentirsi all'altezza di soddisfare la compagna.
Infine,  forse la vera condivisione nello scambismo pare essere la scelta condivisa della coppia con cui "scambiarsi" e la complicità della trasgressione in sé.
E nondimeno queste esperienze possono lasciare un senso di vuoto e di insoddisfazione e molte di queste coppie finiscono per disgregarsi, talvolta perché uno dei due cede al sentimento, o perché la coppia stessa cede alla pressione di gelosie, frustrazioni e delusione rispetto all'aspetto "curativo" di quest'attività.