Sindrome della Crocerossina: sai come evitarla?

di Guy Pizzinelli 

La Sindrome della Crocerossina è una modalità relazionale che rende la donna protesa soltanto a prendersi cura del partner, in modo autodistruttivo

Guy Pizzinelli

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Donne che soffrono moltissimo per amore, rischiando persino l'esaurimento, rinunciando progressivamente a se stesse, accettando compromessi altrimenti inimmaginabili.
Donne che si legano a dei compagni problematici con la convinzione di poterli salvare, fidanzate con partner che, puntualmente, vengono scelti accuratamente tra eterni Peter Pan. I loro compagni sono sempre uomini irrisolti, sofferenti, oppure uomini semplicemente inconsapevoli di dover essere accuditi come bambini.
L' oggetto d'amore è un partner problematico, misterioso, egoista, crudele, che si sa essere una partita persa in partenza, ma diviene una missione, una sfida.Il ruolo della crocerossina non è assunto in modo consapevole, e questo è l'aspetto grave. Ci sono donne, ad esempio che vivono con uomini con seri problemi di alcolismo, magari subendo violenza psicologica e fisica, e pur vivendo in queste situazioni disperate continuano a portare avanti la relazione. Negano quindi la realtà.
L'altro diventa quindi un mezzo e non un fine, per colmare il vuoto affettivo ed esistenziale che le "crocerossine" si portano dentro, in molti casi dall'infanzia.

Il partner diviene oggetto d'amore incondizionato e indiscusso, messo su un piedistallo e ddifeso dall'esterno, protetto dalle critiche di amici e amiche, soccorso sempre e comunque di fronte a qualsiasi egoismo di lui, anche a scapito del proprio benessere.
Allora ecco che la relazione si degrada sempre più, e la donna piomba nella disperazione più profonda. Il suo insuccesso è totale: se non si riesce a farsi amare neppure da un uomo così misero e inadeguato, come può sperare di conquistare l'amore di un uomo normale? Si spiega così come mai queste donne fanno quasi seguire a una cattiva relazione una assolutamente simile: l'accudimento e la protezione nei confronti dell'altro, è in realtà anche una esplicitazione del desiderio di curare, accudire, proteggere quella parte di sé che ha sofferto e soffre, ma che tuttavia trova sollievo nel dedicarsi completamente a qualcuno, nell'illusione di poter trovare finalmente quell'amore che durante l'infanzia è stato loro negato.

Come se ne esce? L'unico modo è prendere coscienza di avere un problema. Sembra semplice, ma in realtà è molto complicato, perché la donna trova soddisfazione e senso nell'aiutare l'altro, quindi non lo vive come un problema, bensì come soluzione al proprio malessere.L'inizio del cambiamento arriva quando si tocca il fondo e si sperimenta la vera disperazione, che rappresenta la possibilità di sotterrare le illusioni che hanno tenuto in vita un rapporto davvero patologico. La chiave è sempre prendere la decisione di prendersi cura di se prima che dell'altro; non percepire le difficoltà del partner come problemi da risolvere in prima persona; non cedere alla tentazione di voler salvare lui e, soprattutto, di volerlo cambiare!


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