Ciao Guglielmo,
premetto che solitamente non mi ritrovo a scrivere a questo genere
di rubriche, è la prima volta che lo faccio, normalmente preferisco
cavarmela da me, ascoltare la mia migliore amica o semplicemente
aspettare. Solo che sono arrivata ad un punto in cui ho davvero
bisogno di un parere che sia decisamente "esterno" e soprattutto
che non mi dia "le solite risposte" come suggerisce il sito.
Mi chiamo Valentina sono di Milano ed ho compiuto da poco 21 anni.
Nonostante sia piuttosto giovane, ho vissuto alcune esperienze
abbastanza significative nella vita che mi hanno portata ad essere
un po' più matura della mia età (ad esempio la malattia di mio
padre, quando avevo 14 anni, e la sua perdita circa due anni e
mezzo fa ). Non mi innamoro facilmente, magari mi
invaghisco, (il bello piace a tutti anche se soggettivo),
ma provare amore, quello vero, quello che ti fa vivere,
direi che non mi capita con molta facilità . E' successo
due volte. Una volta con il mio ex quando avevo circa 18 anni
(finita male, ma sono riuscita a metterci una pietra sola anche se
dopo molto tempo), e la seconda ora.
Ho conosciuto S., che ha 20 anni ed è di Bologna, quest'estate in
Grecia mentre eravamo in vacanza ognuno con i propri amici.
Nonostante fosse una vacanza di puro divertimento tra di
noi è scattato qualcosa. Abbiamo continuato a sentirci
anche dopo la fine del viaggio e nonostante "quell'ora e
trenta circa" di distanza, inizialmente sembrava non ci fossero
problemi a riguardo e ci siamo visti e sentiti senza
pensarci troppo.
Poi lui ha iniziato ad avere questo genere di pensieri,
che col tempo si sono amplificati sempre di più, e quasi
era frenato dal provarci davvero nonostante sentisse qualcosa. Ci
siamo rivisti per parlarne, ma pareva non ci fosse verso di
convincerlo. A fine settembre sembrava già fosse finita, invece di
nuovo abbiamo ripreso a sentirci e la nostra "storia" è ripresa.
Così fino ad ora praticamente.
In questi mesi è capitato altre volte che mi dicesse che
per lui è difficile, che vorrebbe vivessi lì (gli
ho detto più volte che lo farei se potessi, ma ho iniziato a
lavorare e non posso trasferirmi nel giro di così poco tempo senza
nemmeno che la storia sia chiara), che sta bene con me (e questo si
vede ogni volta che stiamo insieme o ci sentiamo). Diciamo che
sta facendo di tutto per allontanarsi da me, dice che mi
merito di meglio, che sa di fare una cazzata, ma al momento lui non
riesce. Io mi sono inevitabilmente innamorata di lui, è
esattamente tutto ciò che potrei vedere di bello in un ragazzo,
nonostante sia pieno di difetti :)
So che è esattamente per me, la mia parte migliore, mi fa
sentire come mi dovrei sentire, cioè me stessa sempre,
senza eccezioni, cosa che in passato non mi era mai capitata. Gli
ho detto cosa provo e per due giorni non è riuscito a rispondermi,
per poi dirmi che gli aveva fatto un fortissimo effetto (positivo
). Lui vorrebbe comunque "concludere" per il momento questa
nostra relazione, non sapendo però cosa potrebbe succedere
in futuro, e io sono piuttosto testarda a riguardo.
Dopo la storia con il mio ex sono stata molto male (depressione
ecc). Allontanandomi da lui non ho tanto la paura che possa
ricapitarmi perché mi sento cresciuta, ma stare male, beh, quello è
inevitabile. Io lascerei andare tutto se vedessi che non
c'è lontanamente il minimo interesse e tutto non si basasse su
delle insicurezze che invece si potrebbero risolvere. È vero anche
che non posso obbligarlo a stare con me, ma lui è capitato
nella mia vita in un momento in cui non mi aspettavo davvero nulla,
me l'ha cambiata la vita, doverlo perdere così mi fa sentire
veramente triste, vorrei trovare il modo di reagire, fare
qualcosa, ma credo di aver fatto il possibile ormai, forse dovrei
solo allontanarmi e basta. Il problema è che quando mi allontano,
per non soffrire, preferisco scomparire dalla circolazione, mentre
lui vorrebbe comunque continuare a sentirmi…
Non so quale sia la risposta più indicata per me, ma spero che
magari un consiglio, anche se doloroso, dato dall'esterno possa
aiutarmi. Darei qualsiasi cosa al mondo per stare con
lui.
Grazie in anticipo.
Valentina
Valentina, da ciò che scrivi, sembri avere molte certezze per
l'età che hai. Che questo sia l'amore "vero" (nota che a 21 anni
crediamo tutti che l'amore vero sia quello che ti fa battere forte
il cuore, mentre a 40 preferiamo che a farcelo battere forte siano
4 piani di scale quando l'ascensore non va, o 5 chilometri di corsa
in montagna, o un bello strizzone di paura, e tendiamo a
pensare che l'amore vero sia quando riesci a stare bene con una
persona che ti vuole, senza tormenti, indecisioni,
ostacoli). Che lui sia la parte migliore di te (nota che a
21 anni questa cosa ci dà un grande senso di soddisfazione, mentre
a 40 tendi a pensare che è davvero bello quando TU tiri
fuori da una persona la SUA parte migliore). Ora, ti sto
facendo notare tutto questo non per dirti che dovresti vivere la
tua storia dei 21 anni come una dei 40 di qualcun altro, ma solo
per farti capire che è tutto relativo e relativizzabile, anche nel
contingente.
Io, poi, sono della scuola che, quando dichiaro a qualcuno che lo
amo e voglio stare con lui e lui ci mette due giorni per rispondere
"Ah, che effetto positivo mi fa saperlo", e poi aggiunge
che "vorrebbe comunque "concludere" per il momento questa
relazione," beh, sinceramente giro le spalle, entro in una
concessionaria Ducati, mi compro un Monster e passo i miei weekend
estivi in giro per passi alpini; oppure vado su Tripadvisor e mi
preparo un viaggio in Australia; insomma: faccio dell'altro.
Non so se rendo l'idea.
Non solo, ma sono anche della scuola che se qualcuno
davvero è "la persona per me, la mia parte migliore" beh, ecco,
deve andare tutto bene e liscio in automatico. Solo due
categorie di soggetti lottano con le unghie e con i denti per far
andare bene l'amore, quando tutti i segnali invitano a lasciar
perdere: i personaggi dei film e gli sciocchi. E io spero che tu
non appartenga né ai primi, né ai secondi.
Ah, i Monster si comprano molto bene anche usati, comunque.