Ma lui preferisce
andare a pesca

di Guy Pizzinelli 

Lei gli dedica tutto il suo tempo, lui ricambia pensando ai suoi "hobby". Leggi la risposta di Guy a Didone.

Guy Pizzinelli

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Photo Corbis

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Ciao Guy!
Prima di tutto complimenti. Seguo sempre la tua rubrica, ed era proprio l'ora di poter finalmente avere un parere e un'opinione da un punto di vista differente!
Provo quindi a spiegarti uno scenario abbastanza complicato: ho 31 anni, un figlio di quasi 6, sono separata da tre e fidanzata con un altro più o meno dallo stesso tempo (l'ho conosciuto quando stavo lasciando il marito). Il problema è proprio il mio attuale ragazzo.
È un po' più giovane di me, 28 anni, ma è una persona d'oro, un gran lavoratore (è un collega), è generoso, gentile, simpatico, vero.
Insomma più o meno l'uomo dei sogni, il principe azzurro, quello che ogni pulzella sogna, quello che nel cuore della notte ti manda i messaggi al cellulare dichiarando il suo profondo sentimento e promettendo eterno amore.
Fin dai primi tempi ci siamo sempre visti solo nei week-end (oltre alla pausa pranzo tutti i giorni), quando mio figlio era con il padre, in quanto questi, per acconsentire alla separazione, aveva fatto mettere una "clausolina" che mi vietava per tre anni di convivere con qualcuno per non confondere le idee al bimbo (che è molto vispo e non avrebbe di certo frainteso).
Così io e il mio fidanzato ci siamo orientati in questo modo: tutti i venerdì facevo fagotto, lasciavo la mia casa per stare con lui fino al sabato o al lunedì mattina.
Questa situazione, almeno per il primo anno, lo faceva arrabbiare, diventava furibondo. È arrivato perfino a dire di fare un figlio per poter stare insieme. Io l'ho sempre placato dicendo che tutto si sarebbe aggiustato; mettere al mondo un figlio in una tale baraonda non avrebbe certo cambiare le cose, anzi sarebbero precipitate ancora di più.
Dopo aver tanto combattuto legalmente, dopo aver buttato giù diversi rospi
e bocconi amari, ce l'ho fatta a far cancellare quella clausola prima dei
fatidici tre anni di separazione. E che è successo?
E' successo che dall'estate scorsa ci vediamo ancora meno, ogni 15 giorni,
dato che il padre si è trasferito lontano da dove viviamo io e mio figlio. Ogni quindici giorni, rifaccio il solito fagotto e  parto il sabato mattina per tornare la domenica sera.
Lui non ha detto granchè, è rimasto dispiaciuto  che ci vedessimo un po' meno, si è arrabbiato un po', accusandomi di essere più contenta di avere più tempo con il
bimbo, ma quando gli ho detto che ci potevamo vedere comunque tutti i week end, da me, anche con il bimbo, senza nessun impegno da parte sua nei confronti del bambino, mi ha detto che io non sono mai contenta, che con il tempo ci verrà, ma che comunque se decidessimo di vederci da me dovrei lasciare il bimbo dai miei genitori.
Ho tentato ugualmente di invitarlo quando ho il bimbo con me, magari a pranzo o per andare a prendere un gelato, ma lui non ha mai voglia, è sempre preso da altre faccende (tipo la caccia e la pesca di cui è appassionatissimo e i loro relativi preparativi).
Ma non solo. Non ha voglia di vedermi non solo quando ho il figlio, non ha voglia di fare niente con me! La settimana scorsa, mio figlio era dai miei genitori. Ho chiesto a lui se volesse venire da me e restare per la notte. Risposta: "Domani devo andare a pesca non posso, mi devo svegliare presto". E io che pur di trascorrere del tempo con lui mi sciroppo levatacce alle cinque di mattina, ore di umido dentro a una tuta che non renderebbe sexy nemmeno Naomi, scarponi da due chili che a portarli dietro servirebbero cinque persone... La cosa adesso fa arrabbiare me!
Mi sento un oggetto, che spazia dalla donna delle pulizie, alla cameriera, dato che quando vado da lui riordino casa, cucino, lavo e stiro, alla escort (per non dire peggio) dato che dopo pranzo, cena e lavatrice s'arriva al letto e lì finisce la nostra interazione.
Lui si mette a fare le mosche per la pesca, le cartucce per la caccia, a potare i bonsai, a formattare il computer, insomma qualsiasi cosa tranne il considerare me che in quei due giorni girello per casa sua...
Abbiamo comunque due vite diverse, io mamma, lui un po' Peter Pan (anche per l'età), lui molto pantofolaio con tutte le sue passioni, io che girerei il mondo tre volte al giorno...
Il fatto è che non parliamo mai, ci sentiamo tutte le sere per telefono, ma non parliamo di niente, non facciamo progetti, non abbiamo interessi in comune, abbiamo vite parallele che non si intersecano mai, se non ogni 15 giorni e solo per andare a letto insieme.
Sono tre anni che stiamo insieme e non abbiamo fatto un passo avanti, siamo
allo stesso punto, non ci conosciamo e non ci conosceremo mai.
Non so più come prendere questa storia, lo amo, non mi saprei immaginare senza di lui, ma se mi fermo e penso a cosa abbiamo in comune, a cosa abbiamo costruito o cosa potremmo costruire mi rendo conto che forse sono una stupida innamorata dell'amore, che il fatto di non sapermi immaginare senza di lui è uno sbaglio, perchè sono già sola.
Spero di avere una tua risposta, che mi illumini o che comunque mi spieghi con crudele freddezza ciò che potrebbe passare per la testa di un giovane uomo, oppure ciò che so già ma che non voglio sapere.
Tanti cari saluti
Didone

Cara Didone,
alcune lettrici hanno sottolineato che sono molto neutro e contenuto, nelle mie risposte qui, a differenza del registro che uso sul Blog, o in contrasto, ad esempio, col tenore di quelle di personaggi come Natalia Aspesi.
Quindi oggi perdonami, ma sarò molto tranchant: questo tizio è un cacciatore, mollalo.
Cosa puoi aspettarti da un cacciatore? Uno che si diverte a sparare a creature innocenti e indifese, cosa vuoi che possa sentire davvero per una donna? Che attenzioni e pazienza vuoi che possa avere per un figlio?
Uno che va in giro a uccidere uccelli e pesci come passatempo  è solo un gradino sopra all'uomo preistorico, e mi pare che lui l'abbia dimostrato: da come la racconti, ti tiene vicino a sé per soddisfare i suoi bisogni primari (sesso) e basta.
Ha voglia di andare a pesca (tra parentesi, il passatempo più noioso del mondo, dopo guardare la vernice che si asciuga) invece che di passare del tempo con te? Basta questa frase a inquadrarlo.
Io, al posto tuo, mi sarei stufato molto prima dei tre anni; l'avrei mollato quando ha dimostrato di non capire l'importanza della presenza del tuo bambino nella tua vita, entrando in competizione con lui riguardo al tempo che gli dedichi.
Tu lo definisci: "generoso, gentile, simpatico, vero"...uno che ti risponde: "No, non ho voglia.", "Domani devo andare a pesca non posso, mi devo svegliare presto."
Mah, contenta tu, di uno così...
Sta di fatto che, quando descrivi il vostro rapporto con queste parole: "Il fatto è che non parliamo mai, ci sentiamo tutte le sere per telefono, ma non parliamo di niente, non facciamo progetti, non abbiamo interessi in comune, abbiamo vite parallele che non si intersecano mai, se non ogni 15 giorni e solo per andare a letto insieme", io credo che tu abbia già tutte le risposte e che debba svegliarti, uscire da questa relazione e trovare un uomo - non un cavernicolo - che abbia voglia di condividere progetti e vita con te e di interagire con tuo figlio, guadagnandosene stima e rispetto come tuo compagno.
Mollalo.
Natalia

 

(Vuoi un consiglio, un confronto diverso sulla situazione sentimentale che stai vivendo? Chiedi un parere a lui! lapostadelcuore@style.it)

 


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