Un amore all'estero

di Guy Pizzinelli 

Lui all'estero con lei. Ma in Italia c'è ancora la sua ragazza.
Guy risponde ad Ajax nella Posta del Cuore.

Guy Pizzinelli

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Photo Corbis

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Caro Guy,
sono davvero curiosa di sentire il tuo parere: quattro mesi fa ho rivisto un ragazzo che non vedevo da molto tempo: i nostri amici in comune ci hanno rimesso in contatto in quanto tutti e due viviamo all'estero, ed è stata una piacevole sorpresa.
Ci siamo trovati cosi bene che abbiamo cominciato a vederci spesso, quasi tutti i giorni. Dopo 2 mesi, una sera mi ha baciato: ero cosi felice, era molto tempo che non mi piaceva un ragazzo cosi tanto.
Ma il giorno dopo, mi ha confessato che in Italia ha una ragazza da tempo, che si scusava per quello che aveva fatto, e che era confuso perché quando era con me non pensava a nulla ed era veramente felice. Così io, arrabbiata e dispiaciuta, mi sono allontanata.
Lui mi ha cercato e ricercato, ci siamo rivisti, e avevamo deciso di rimanere amici; poi però ci siamo ricascati, e lui mi ha confessato che avrebbe voluto stare con me.
A quel punto, la sua ragazza ha deciso di fargli una sorpresa ed è venuta a trovarlo; dopo l'incontro, lui mi ha detto di voler stare con lei, perché "la conosceva meglio", pur provando dei sentimenti nei miei confronti.
Mi ha quindi chiesto se potevamo rimanere amici, perché non vuole perdere il nostro rapporto. Io ho rispettato la sua scelta, mi sono presa del tempo per sbollire la delusione e la sofferenza. E poi abbiamo ripreso a vederci come amici.
Ora, dopo un mese, sono confusa: mi sento su un ottovolante. Momenti in cui posso essere e voglio essere sua amica senza problemi, e altri in cui cado in sconforto e non voglio neanche vederlo: mi arrabbio, lo tratto male, lo insulto, ma non riesco a rinunciare alla nostre chiacchierate; mi fa stare cosi bene...
Quando mi allontano, lui mi cerca e mi dice che gli dispiace di avermi fatto male, che gli dispiace che io soffra e che vuole sistemare le cose; che sono speciale per lui e che gli piaccio. Ma non può sicuramente sistemare o cancellare i miei sentimenti, e non mi sembra neache intenzionato a lasciare la sua ragazza.
In tutto questo lui dovrebbe tornare in Italia, ma vorrebbe rimanere qui, e mi ha chiesto una mano a cercare lavoro; dopo qualche giorno, mi ha anche detto che se trova un lavoro qui mollerà la sua ragazza, perché lei non vuole spostarsi e perché è troppo lontano.
Io questo l'ho trovato un ricatto emotivo: non vorrei dargli una mano. Devo trovargli un lavoro per farlo rimanere? Per avere una chance di stare insieme?
Che sicurezza mi puo dare un rapporto del genere? Nessuna.
Una parte di me vorrebbe lottare per questa persona, per il nostro rapporto, perché lo ritengo speciale (forse erroneamente). Ma mi chiedo: è giusto?
Lui ha già una ragazza ed evidentemente è felice, altrimenti avrebbe
già rotto... e poi non lo trovo corretto nei confronti dell'altra ragazza.
Ma se è davvero felice perché vorrebbe rimanere così lontano?
Vale la pena lottare per una persona così egoista e confusa, che non mi ha permesso di autoproteggermi dicendomi la verità fin dall'inizio? E soprattutto: per una relazione non bisognerebbe essere in due a lottare? Anche perché lui è a conoscenza dei miei sentimenti...
Pur sapendo che forse l'unica azione intelligente sarebbe allontanarmi, non ci riesco; e mi interrogo se debba fare di più, visto che non riesco a dimenticarlo. Cosa ne pensi?
Forse devo solo costringermi ad andare avanti e basta? Forse la sua partenza sarà un buon evento per me?
Ti ringrazio per l'ascolto.
Aiax

Aiax,
la tua lettera contiene un bel numero di domande, tutte legittime.
Sì, bisogna essere in due a lottare per un rapporto.
No, non penso che tu debba insistere da sola.
Ma... non so neppure se la sua partenza sarà un buon evento. Non sulle prime, credo, perché temo che almeno nella fase di distacco non starai benissimo.
D'altra parte, però, tu già imputi a lui diversi difetti non da poco. Egoismo, immaturità, indecisione...
Certo, lui sembra uno che vuol avere soluzioni convenienti a livello affettivo sia lì che in Italia: non lascia l'altra perché magari, se torna in Italia, avrà bisogno di lei; non lascia te, anzi vuol sistemare le cose, perché se trova un lavoro lì può continuare la storia con te.
Non credo che trovare o meno lavoro lì sia la discriminante per lasciare o meno la sua partner, di per sè. È ovvio.
Però è anche vero che la società oggi ci impone spesso di seguire prima il lavoro e la carriera e poi i sentimenti e i luoghi a essi legati.
Teoricamente, inoltre, non bisognerebbe mai dover chiedere a qualcuno di lasciare un altro/a per noi. Si dovrebbe dare loro un tempo sufficiente (secondo noi, ma anche obiettivamente) per farlo, e poi, se non hanno provveduto, ci si dovrebbe staccare. Anche per vedere se poi si decidono e ci corrono dietro.
Però, dal tuo racconto, lo stato delle cose sembra essere che tu sei rimasta amica di uno che ti ha detto "Possiamo restare amici," dopo che siete stati insieme e che, per di più, ti ha tenuto nascosto per un bel po' di avere una ragazza. E dopo un bel po' di tira e molla, mi pare.
Ora, anche a voler essere generosi, come si fa a giustificare uno che, dopo tutto quanto sopra, ti chiede anche di rimanere amici?
Io gli direi che vada a essere amico della sua donna, e me ne troverei uno con le idee più chiare.
Forse questa mossa potrebbe essere un buon evento per te.
Guy


(Vuoi un consiglio, un confronto diverso sulla situazione sentimentale che stai vivendo? Chiedi un parere a lui! lapostadelcuore@style.it )


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