Un'egoista "col botto"?

di Guy Pizzinelli 

Quando lei sembra pretendere davvero troppo dal classico "bravo ragazzo". Leggi la risposta a Penny.

Guy Pizzinelli

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(foto: Corbis)

(foto: Corbis)

Ciao Guy!
Ho bisogno di un consiglio.
Sono una laureanda in medicina che, dopo una travagliatissima storia a
distanza con un personaggio disastroso (almeno lo è stato per la mia integrità
psico-fisica) ha conosciuto, sui banchi dell'università, il suo attuale ragazzo.
La storia è iniziata come un'amicizia da parte mia, o meglio da parte mia
era la ricerca di qualcuno che asciugasse le mie lacrime mentre raccontavo
dell'altro, di quello che ho rincorso per quasi tre anni, di quello che mi ha
fatta davvero stare male, rigirandomi a suo piacimento.
Trovo lui, single da quasi un anno, dopo una relazione di 5, con qualche
avventura alle spalle, che, a suo dire non vuole impegnarsi. Perfetto:la prendo
come una sfida! Voglio farlo capitolare ai miei piedi, ma dall'altra parte ho
ancora il ricordo del mio ex che mi pesa, per cui alterno momenti in cui faccio
davvero la gatta morta a momenti di crisi e pianti in cui mi sfogo sulla sua
spalla.
Lui è li, sempre presente, è praticamente una roccia; certo, mi racconta
delle sue avventure, ma mi fa capire in diversi modi che con me sarebbe diverso. È presente, nel vero senso della parola. Io faccio finta di non capire, anzi: per
allontanarmi da lui, boicotto questa pseudorelazione, prima con un mio amico (che vedo per solo sesso un paio di volte) e poi con una breve storia di sesso in
vacanza con uno sconosciuto.
Dopo questo episodio, sono passati sei mesi dalla prima volta che ci siamo
incontrati, lui scoppia, non ce la fa più e mi mette di fronte ad una scelta:
posso continuare a fare ciò che voglio, con chi voglio, ma lui non ci sta più
perché prova davvero qualcosa di forte per me.
Io scelgo: lui.
Ho il terrore di potermi fidare di qualcuno, riconosco di essermi sempre
intrufolata e intestardita in relazioni sbagliate al limite del malsano per autoconvincermi che non ero in grado di vivere una relazione normale, ma
questa volta non ho davvero niente da perdere e mi sono metto in gioco.
Lui è stato fantastico, lo è tutt'ora.
Ci vediamo in università, stiamo insieme di sera, non ho niente di cui
lamentarmi, anzi! Ci innamoriamo, lui dice da subito, io dico da gennaio
2012, ma va bene così, anzi io sono sempre stata a "fasi alterne" passando dal "ti
voglio 24 ore al giorno" al "lasciami stare oggi che sto per i fatti miei", e lui,
nonostante non sia un santo, non si è mai lamentato di niente. Sono una maledetta rompiscatole, e forse lui è troppo buono, ma mi sento davvero fortunata, rinata e innamorata.
Solo che sono diventata gelosa, morbosamente, di tutto e tutti quelli che gli
ruotano attorno, soprattutto della sua famiglia. Lui è fuori sede e a week end alterni torna a casa, e io questo non lo sopporto più. Dapprima lui ha giustificato questa scelta perchè gli pesa pensare di essere totalmente irriconoscente verso chi lo mantiene tutt'ora (lui si laurea tra pochi mesi). Poi ha deciso di diradare i week end da passare in famiglia, fino a uno al mese, ma a me non basta più nemmeno quello. Lo vorrei sempre con me. O meglio, vorrei sapere che lui non sia con la sua famiglia, ma sia pronto a correre in mio aiuto. Sono arrivata a chiedergli - e me ne vergogno - di scegliere tra me e i suoi, con ovviamente relative liti: mi sono resa conto che non posso pensare che passi tempo con i suoi perché mi sento depredata, abbandonata, nonostante mi renda conto - e anche il nostro gruppo di amici me lo fa notare - che lui sia veramente e profondamente innamorato di me.
Io che sono legatissima alla mia famiglia, che vivo ancora in casa, non riesco a capire il suo bisogno di vedere i suoi genitori. Sono forse diventata una persona egoista e cattiva? Cosa mi sta succedendo?
Aiuto!!!
Penny

Cara Penny,
temo che le risposte alle tue domande potrebbe fornirtele più autorevolmente di me uno psicologo o uno psicoterapeuta, perché forse di questa cosa dovresti parlare con qualcuno che tratta problemi di sicurezza in sé stessi e nei propri ruoli, più che di cuore.
A meno che lui non sia un disastroso, incapace e insopportabile bamboccione,
arrivare a imporgli una scelta tra te e i suoi è una follia fuori luogo, in primis
perché non dimostri rispetto dei suoi affetti personali.
Io, inoltre, indagherei anche sul perché arrivi a dire: "riconosco di essermi
sempre intrufolata e intestardita in relazioni sbagliate al limite del malsano per
autoconvincermi che non ero in grado di vivere una relazione normale".
Per questo, in apertura, parlavo di figure quali quella dello psicologo.
Quanto a voi due, più strettamente: questa persona per te ha fatto molto e
sopportato molto, mentre tu sembri essere stata sempre e principalmente egoista ed egocentrica, oltre che inutilmente capricciosa nel comportamento. E siccome tu non hai più 17 anni, lo trovo francamente inscusabile su un piano oggettivo.
Ringrazierei quindi, se fossi in te, di avere accanto una persona così comprensiva
(e innamorata direi) e smetterei - scusa la franchezza - di fare la parte di
quella che i maschi chiamano "un'egoista col botto".
Poi, per carità, il mondo è pieno di donne che si accertano per bene di essere
molto amate, prima che di amare molto, ma alla lunga queste ci appaiono solo delle poverine.
E poi perché vuoi che lui non veda la famiglia? Sembra quasi che tu non voglia un
uomo da amare, ma uno che stia al tuo servizio e ai tuoi desideri 24/7. E fai bene a vergognartene, come dici, perché questo non credo che sia il modo sano e adulto di vivere una storia o una relazione.
Amare è innanzitutto rispettare i desideri, i bisogni e gli affetti - per quanto
possibile - dell'altro. E tu questo, mi spiace, non lo stai facendo.
Guy

(Vuoi un consiglio, un confronto diverso sulla situazione sentimentale che stai vivendo? Chiedi un parere a lui! lapostadelcuore@style.it )


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