Quando è meglio che lui non faccia tanto il furbino

di Guy Pizzinelli 

Frustrata, delusa, tradita. Può dire basta, ma ha paura di lui.
Che invece ha soltanto da perdere...

Guy Pizzinelli

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Photo Corbis

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Ciao,
nella mia testa - e non solo - regna una gran confusione, e siccome ammiro la tua chiarezza di idee, ti scrivo nella speranza di vederci un po' più chiaro pure io.
Mi sono sposata da più di dieci anni, anche se il matrimonio non era tra i miei obiettivi; ma in quel momento sentivo che l'uomo che frequentavo da un po' di anni era importante per me, lo amavo e mi senbrava naturale sposarlo e creare una famiglia.
Devo ammetere che un poco di incertezza l'avevo, ma pensavo che i dubbi fossero naturali in una scelta cosí importante. Ero sicura di volere dei figli e, quando sono nati, sono stati una gioiosa esperienza e mio marito ha dimostrato delle capacità notevoli nell'aiutarmi a crescerli.
Ma lentamente, la convivenza è diventata sempre più difficile. Che ciò fosse dovuto a varie cause, e non solo a difficoltá tra mio marito e me, è probabile; so solo che l'ho sentito con il tempo sempre più estraneo, sempre meno presente e disponibile, meno affettuoso nei miei confronti.
A un certo punto è scattato in me uno strano meccanismo: ho visto una proiezione del mio futuro in negativo, dove mi sentivo sempre più da sola e frustrata e demotivata. Ho tentato qualche volta di far capire a mio marito che per me la nostra storia non andava avanti bene e che volevo più partecipazione ed equilibrio. Non sono riuscita a farmi capire, forse. Certo è che non c'é stato alcun miglioramento, anzi la sua freddezza nei miei confronti molte volte si è trasformata in disprezzo, e io non ne capivo le ragioni.
Non so da dove mi sia venuta la forza per reagire a questa situazione stressante
che cominciava anche ad avere effetti sulla mia salute; so solo che l'ho trovata e sono riuscita a trovare il modo per non vivere più con lui, ma solo con i miei figli. Il passo successivo sarebbe stato lo scioglimento del matrimonio, ma purtroppo non sono riuscita a ottenerlo, come prima non riuscivo a ottenere un dialogo per migliorare il nostro rapporto.
La nostra situazione è rimasta per cosí dire "congelata", senza nessun passo
avanti. Da parte sua, s'è sentito libero di rifarsi una vita, ovvero di avere storie con altre donne; naturalmente niente di ufficiale, ma nemmeno molto celato. Però, appena può, se ne esce con affermazioni piene di gelosia nei miei confronti, con punte di rabbia. Un perfetto tiranno anche se da un po' quello che pensa non mi interessa; non posso dimenticare però il suo ruolo di padre dei miei figli e vorrei avere una vita normale con un altro uomo, dato che sono sicura di non essere da disprezzare, e voglio amare ed essere amata.
Una soluzione sarebbe imbarcarmi in storie di liti e avvocati per sciogliere il tutto, ma non mi va di rovinare l'esistenza ai figli e a me stessa in liti varie.
Mi rimane da sperare che qualcosa ci spinga a smetterla di vivere in questa situazione confusa: prima speravo si decidesse di lasciarmi libera per una delle sue donne, ma pare proprio che preferisca questo ruolo di sposato, per aver la scusa di non impegnarsi a fondo.
Mi chiedo se anche questo sia un modo di vivere un rapporto a due, occupandosi
dei figli ogni tanto, mantenendo storie parallele, ma non prevalenti, facendo
finta di essere gelosi.
Galatina

Galatina,
non sono pochi gli uomini che decidono di "uscire-e-non-uscire" da un matrimonio come tuo marito.
Non sono pochi quelli che due-pesi-due-misure, "io posso fare ciò che voglio, ma se lo fai tu sei una poco di buono, perché siamo ancora sposati"... tutti film già visti.
Io non credo che questi uomini facciano finta di essere gelosi. Credo invece che non vogliano, non sappiano rinunciare a un ruolo (o al mantenimento dell'immagine - e dentro di loro, dell'idea - di quel ruolo) che una volta cancellato ufficialmente da una separazione, li renderebbe privi di un potere, anche solo psicologico, sulla donna.
Quindi, sì, sono davvero gelosi, sono davvero possessivi, e sono davvero molto molto egoisti. Per loro la donna non è e non era una compagna, ma una sorta di proprietà, di essere inferiore, che di certo non ha gli stessi diritti che loro stessi pensano di avere.
Non sono dell'avviso che restare in situazioni poco nette o chiare sia una buona idea, soprattutto se non ti garantiscono diritti pieni e piena libertà, come una separazione legale può fare. Credo quindi dovresti affrontare il percorso tramite un avvocato, cercando di arrivare ovviamente a una separazione consensuale, tenendo presente che nel 99,9% dei casi l'uomo ha tutto da perdere a cercare liti e conflitti e che quindi credo che a tuo marito convenga davvero poco cercare di fare il furbo e rifiutare una consensuale, e non solo per ragioni di spese legali.
I figli la supereranno, come tutti i figli dei separati, tenendo presente che più piccoli sono e più sarà facile per loro, senza aspettare oltre che "rovinare la vita ai figli" è tutt'altra cosa che coinvolgerli in una separazione. Spesso i figli vengono presi a pretesto per scusare le nostre debolezze ed evitare invece di risolvere situazioni che così come sono rischiano di danneggiarli anche di più, perhé provocano in noi stress che inevitabilmente, poi, riversiamo anche su di loro.
Se non ami più tuo marito e rivuoi la tua vita, non renderti complice della semi-prigionia in cui lui ti vorrebbe.
Buona fortuna.
Guy

(Vuoi un consiglio, un confronto diverso sulla situazione sentimentale che stai vivendo? Chiedi un parere a lui! lapostadelcuore@style.it )


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