Un'amica tutto sommato poco amica

di Guy Pizzinelli 

Stare vicini per tanto tempo senza un vero interesse non fa bene. Anzi...

Guy Pizzinelli

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Photo Corbis

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Ciao,
ho ventidue anni e vivo a Milano dove frequento l'università. Due mesi fa
sono tornata dopo 4 mesi di studio negli Stati Uniti.
Appena arrivata ho legato subito con uno dei ragazzi italiani della mia università, una di quelle persone con cui ti trovi subito che conosci da pochi giorni ma ti sembra di essere sua amica da una vita intera.
Inizia a raccontarmi della sua ex, del fatto che si sono lasciati prima di partire e che lui ci sta ancora male; io gli racconto del ragazzo con cui mi sono lasciata prima di  partire e con cui pensavo di voler tornare.
Passano dei giorni e lui inizia a farmi capire che gli piaccio: io non ero  minimamente interessata, e insisto per rimanere amici.
Nasce così una situazione in cui lui ci prova costantemente con me, e io continuo a comportarmi da amica, scherzando sul fatto che gli piaccio e non prendendolo mai del tutto sul serio, pur sapendo quanto in realtà gli piacevo.
Va avanti così fino a inizio Marzo, io insisto che dobbiamo essere amici, che andiamo così d'accordo, e che stiamo così bene come amici, e che a me lui proprio non piace. Gli racconto del mio ex, lui mi racconta della sua ex, del fatto che ci sta male, che lei esce con un altro, ma che però continuano a sentirsi; e io, come mio solito, mi ritrovo a fare consulenza e a prendere le parti di lei (lui l'ha tradita), ma cerco di aiutarlo.
Passa il tempo e io, pur sapendo di lei, inizio a cedere ai suoi corteggiamenti
infiniti; passa tutto Marzo tra tira e molla, un po' ci sto e un po' no, un po' sì e un po' no. Diciamo che non mi sono comportata benissimo, ma questo non ha rovinato il nostro rapporto perché comunque avevamo legato veramente tanto nonostante tutto. Arriva Aprile e io finalmente ci casco come una pera cotta, inziamo a passare ogni giorno, ora e minuto insieme, sempre, sempre, ovunque (non molto difficile visto che abitavamo a un minuto di distanza dentro il college). Lui non mi raccontava più della sua ex da un po', e io non sapevo più bene cosa pensasse. E quando un giorno ho trovato il coraggio di chiederlo la sua risposta è stata che non lo sapeva, ma in seguito li ho "beccati" a litigare su Skype.
Dopo quella volta mi sono fatta coraggio e gli ho chiesto come stessero le cose e solo in quel momento ho capito che lui sarebbe tornato con lei, una volta finito il periodo di studio. La mia reazione è stata strana: prima mi sono arrabbiata tantissimo e me ne sono andata accusandolo di avermi trascinata in una situazione in cui non volevo essere portata, quando io avevo insistito per essere amici così tanto e lui non aveva mai voluto accontentarsi, e in seguito vedendo quanto male stava per questa ragazza e quanta paura aveva del ritorno mi sono ritrovata di nuovo a fare consulenza. Ho di nuovo preso le parti di lei e ascoltato lui cercando di aiutarlo, il problema era che questa volta io avrei voluto stare con lui anche al ritorno.
So che un mese e mezzo non è molto ma la stretta convivenza e tutto il tempo
passato con lui (e lui si è sempre comportato benissimo con me, se togliamo
il discorso ex e io non mi sono mai trovata così bene con nessuno con cui
sono stata, neanche il mio ex storico di due anni), mi ha fatta affezionare
a lui tantissimo. Gli ultimi giorni in America alternavo fasi in cui mi imponevo di godermi gli ultimi giorni, a fasi in cui impazzivo e non gli parlavo non capendo quale fosse il comportamento giusto.
Al ritorno (metà Maggio) è successo lo stesso: all'inizio volevo che andasse
tutto bene e cercavo di fare finta che andasse tutto bene e ci vedevamo sempre tutti i giorni a Milano (la sua ragazza non è di lì) poi sono passata alla fase non parliamoci più, poi no sto male e non riesco a studiare se non ci parliamo quindi stammi vicino, poi alla fase arrabbiata con lui, poi con me stessa e poi di nuovo con lui; insomma, non è stato un inizio Giugno divertente.
Lui in tutto questo non ha battuto ciglio, mi è sempre stato vicino anche quando lo chiamavo piangendo di sera, anche quando lo chiamavo dicendogli che mi mancava; si faceva trovare sotto casa mia con una sigaretta o un gelato, mi è sempre stato vicino da quando siamo tornati, senza mai arrabbiarsi, qualunque fosse il mio stato d'animo. Ora lui sta con lei, io ho deciso che dovevo darmi una regolata e ho deciso di essergli amica, nell'ultimo mese le cose sono andate decisamente meglio e abbiamo raggiunto un barlume di stabilità.
Solo che lui ora è a casa, e io a Milano e mi manca, e mi si sta creando confusione in testa.
Quando è qua, stiamo spesso insieme  e abbiamo creato un bel rapporto: ridiamo e scherziamo, e mi sento a mio agio come se fossimo amici da sempre; ma poi quando non c'è inizio a farmi mille domande. Non so se voglio davvero essergli amica ma la possibilità di perderlo del tutto mi spaventa: so che non posso stare con lui perché lui vuole lei e invece non capisco proprio niente di quello che voglio io da lui.
Aiuto!

Carissima,
c'è una barzelletta, peraltro anche molto carina, in cui un tizio normalissimo, quasi uno sfigato, fa naufragio su un'isola deserta con Bar Refaeli. All'inizio, ovviamente, lei comunica con lui solo per questioni pratiche, filandoselo pochissimo; ma poi le settimane e i mesi passano e lui fa di tutto per assicurarle una permanenza e una sopravvivenza decente, la accudisce, caccia e pesca per lei, la veste con ciò che trova tra i relitti. E piano piano lei cede, e diventa la sua donna.
Ecco, questo per dirti che uno che ti sta accanto per mesi, in una situazione come la vostra, facendo il premuroso incessantemente, prima o poi finisce per  strappartelo, qualcosa.
La cosa che trovo invece davvero irritante della tua lettera, è questo leit-motiv di te che gli ripeti per mesi che dovete/vuoi essere solo amici e però non lo molli mai, te lo tieni sempre bene accanto e addirittura fai la sua confidente.
Notare che lui ci prova, con te; non ti chiede di essere solo amici e di aiutarlo.
Ora (scusa, eh), io penso che quelle che ti offrono di rimanere amici quando tu ci stai  provando dovrebbero essere mandate ai lavori forzati o in un gulag di rieducazione in Siberia, ammesso che funzionino ancora.
Di più, i ragazzi che accettano di restare loro accanto, dopo che hanno ricevuto quel tipo di risposta, dovrebbero subire punizioni anche peggiori.
Perché dovrebbe funzionare così: se due persone diventano amiche, diventano amiche di per sé, senza altri obiettivi. Magari senza neppure piacersi fisicamente.
Ma se uno ci prova con te, tu non puoi rispondergli "rimaniamo amici" solo perché ti fa comodo avere qualcuno accanto in un luogo dove non conosci molta gente; non puoi tenerlo lì per mesi a continuare a sbavare per te e a provarci, accusandolo poi di "averti portata in una situazione che non volevi".
Io credo che di lui in una situazione normale non te ne sarebbe fregato nulla; e credo che anche adesso, una volta rientrati, tu lo tenga nella tua sfera di influenza giusto per capriccio, perché accorre scodinzolando ogni volta che tu fai un cenno e perché hai capito benissimo che lui sì, sta con quella, ma tu gli piaci molto di più; e potendo, lascerebbe lei per te.
Ma tu non lo ami, non lo vuoi davvero e stai solo facendo quella che vuole la corte.
Ora, siccome lui proprio non ci arriva da solo, se tu fossi sincera e onesta con lui gli spiegheresti come stanno le cose e lo lasceresti perdere per sempre.
Perdonami, ma si merita di meglio, direi.
Guy

(Vuoi un consiglio, un confronto diverso sulla situazione sentimentale che stai vivendo? Chiedi un parere a lui!lapostadelcuore@style.it )


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