Nella confusione
dei sentimenti

di Guy Pizzinelli 

Uno bello e passionale. L'altro dolce e quasi perfetto.
Perchè deve mancare sempre qualcosa?

Guy Pizzinelli

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Photo Corbis

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Ciao Guy,
vorrei chiederti un parere su una storia che sto vivendo.
Ho 22 anni, e da 3 mesi frequento un coetaneo dopo 2 anni di solitudine.
In quel periodo si concludeva una storia di un anno e mezzo col mio primo ragazzo e primo amore, un uomo che ora ne ha 36. (So cosa pensi di queste storie con grandi differenze d'età :P, ma non è questo il punto).
Con - e dopo -  quest'uomo ho sofferto moltissimo:lui mi aveva sconvolto la vita, ne ero innamorata e provavo una grande passione. Ma questa storia era nata ambigua e malsana, causa l'indecisione di lui, tragedie greche varie, e carattere suo da bastardo e immaturo.
Di contro, io ero persa completamente ed avevo sviluppato anche una sorta di dipendenza affettiva nei suoi confronti (più mi mollava, più io mi attaccavo).
Alla fine mi lasciò.
Dopo di lui, ho fatto un lavoro su me stessa per cercare di capire le dinamiche che mi avevano portato a ciò, e per cambiarle. Il problema era che l'unica cosa che funzionava tra noi (a discapito del dialogo e della costruzione della coppia) era il sesso. Un'attrazione fisica irresistibile (è tuttora il mio ideale fisico di uomo), la sua passionalità, la sua esperienza: l'intimità era qualcosa d'irrinunciabile.
Insomma, trovavo difficile immaginare di stare con qualcun altro ma poi ho conosciuto in palestra un ragazzo (A.) con cui è stato tutto facile, tutto naturale e con cui mi sono sentita subito a mio agio.
Impossibile non legare con lui, non starci bene, non sentirsi leggera. Ci siamo presi subito, e soprattutto è stato reciproco.
Lui è una persona semplice e dolce in modo disarmante, molto affettuoso, sensibile, intelligente, matto come me. Tra noi nessuna guerra, ambiguità, sofferenza; solo quella stupenda complicità, il poter essere me stessa, il sentirmi amata da subito, il dialogo aperto, la vicinanza emotiva, l'equilibrio e la serenità che non avevo mai provato col precedente "compagno", che scappava da me e io sempre a corrergli dietro.
A. ha quasi la mia età e io sono la sua prima vera ragazza.
È bello, ha una luce negli occhi e uno sguardo che incanta anche se fisicamente
non è esattamente il mio tipo (è magrolino, non muscoloso).
Tu dirai: perché l'hai scelto? Perché mi dà gioia starci insieme.
Ho deciso di vivere per una volta le cose con leggerezza (del resto ho solo 22 anni) e mi sono lasciata trascinare dal benessere che mi dà, dal feeling che abbiamo.
Avevo pensato fosse normale che ci sarebbero stati dei problemi nel sesso, visto
che per lui era la prima volta e sapendo anche che ad una nuova coppia serve
tempo per sincronizzarsi e conoscersi.
Mi sono detta che avrebbe capito come ero fatta e cosa mi faceva più piacere (mi ha chiesto anche di parlargliene liberamente).
Lui si dedica troppo poco ai preliminari (forse perchè adora come io mi dedico a lui), ma non è solo questo: mi sono resa conto di non provare realmente quella forte passione che avevo sperimentato in passato, quella per cui non riesci a non toccarti pensandolo, e senti come una calamita nei confronti dell'altro.
All'inizio, comunque, il desiderio e l'attrazione c'erano, ma mano a mano che vado avanti e che mi rendo conto di come le cose a letto non funzionano, ne provo sempre meno.
A fatica riesco ad avere un rapporto con lui. Alcune volte riesce a farmi "partire" più di altre, ma mi sembra che sia il mio corpo a rispondere e non la mia testa.
Non so che cosa fare e che cosa pensare: è una situazione davvero triste, che mi fa stare male....
Perchè deve mancare sempre qualcosa? So per esperienza che il sesso lega tantissimo due persone, e so che non potrei legarmi profondamente a una persona con cui non ho quella chimica naturale. Gli amici mi dicono che devo lasciarmi andare, smettere
di pensare al passato e tutto verrà naturalmente. Che sono io che sono bloccata.
Fatto sta che io rimpiango il mio ex e quel sesso conturbante che ti fa sragionare solo a pensarci. Eppure mi sento legata ad A. affettivamente, gli voglio bene, non riesco a pensare di non averlo più nella mia vita ma soprattutto non riesco a pensare di fargli del male in questo modo.
Come mi consigli di andare avanti? Questo aspetto potrebbe migliorare prima o poi? Non mi piace ingannarlo nè ingannarmi.
Finora, a causa di ciò che di spiacevole ho vissuto, ho sempre criticato e non compreso chi sta col piede in due scarpe, chi vive situazioni ambigue, chi tradisce, chi lascia un partner che lo ama moltissimo.
Ora sto provando invece com'è brutto anche vivere nella confusione dei sentimenti, trovarsi nella posizione odiosa di poter ferire qualcun altro, di vivere in una storia in cui si sta stretti e di dover fare una scelta che in qualunque modo comporta delle rinunce.
Grazie della tua attenzione.
A.

A.,
la tua lunga lettere denota una certa maturità di analisi della situazione che vivi, e questo è molto positivo. Denota però anche - data l'assenza di frasi come "lo amo", "sono innamorata di lui" - che apparentemente tu con A. stai perché ti fa sentire bene, amata, adorata, ma che non è vero amore, quello.
È ovvio che il tuo ex incarnava la passione fisica e sensuale, e che con lui non ti sei posta tanti problemi se fossi bloccata o altro. Con lui era tutto perfetto, a letto, e la situazione era opposta a quella che vivi ora, sembra.
È chiaro che nessuno dei due uomini è propriamente quello giusto per te: ognuno dei due assolve a una necessità, o comunque ti soddisfa da un certo punto di vista, ma nessuno è il compagno giusto. D'altra parte, hai solo 22 anni e questo è appunto anche il periodo in cui conoscere e provare storie diverse e uomini differenti, per poi arrivare, più in là, tra qualche anno, ad avere un'idea più chiara di quale possa essere il tipo di uomo e di partner che puoi definire completo.
Certo, nulla osta a vivere una qualsiasi storia se dà gioia e non fa male a nessuno, oppure finché la gioia supera in peso il disagio o la sofferenza dell'essere combattuti.
Nel frattempo, verificato ciò che hai già fatto con A, il mio consiglio è di non tenere legata a te una persona che non ami davvero, solo perché ti fa sentire amata e adorata. Se non lo ami, diglielo e lascia che sia lui a decidere che fare; o meglio ancora, lascialo: tanto più che neppure come amante potresti tenerlo.
Lui soffrirà per un po', poi andrà oltre e lo stesso farai tu. E chissà che non incontri poi un maschio con cui stare bene sia di pancia, che di ormoni, che di testa e cuore.
Oh, e poi, se leggi il mio blog, sui preliminari sai come la penso.
Baci,
Guy

(Vuoi un consiglio, un confronto diverso sulla situazione sentimentale che stai vivendo? Chiedi un parere a lui! lapostadelcuore@style.it )


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