Dirsi tutto,
una volta tanto

di Guy Pizzinelli 

La storia di due amanti che non hanno problemi a dirsi chiaramente come stanno le cose. Un ottimo inizio...

Guy Pizzinelli

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Photo Corbis

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Salve,
molto semplicemente, vorrei avere un parere se proseguire questa storia o no.
Io e lui siamo amanti. Io mi sto separando, non ho figli. Lui ha una moglie e un figlio. Oggi ci siamo visti. Ecco il ns dialogo:
Lui:
"Scusami. Io ti guardo e non posso tacere. Tu mi dici che sono bello.
Non me lo ha mai detto nessuno. Mi hanno detto che ero carino, gentile e
di buona compagnia. Mi fa piacere ma sono a disagio. Ti devo dire quello
che penso. Stanotte non ho dormito anche per te. Penso a noi e non so cosa
fare. A volte mi viene lo slancio di proporti qualcosa di concreto, e poi mi freno.
Io non voglio deluderti o farti soffrire. Tu non sei solo una storia di sesso, assolutamente no. Di questo ne sono certo. Ti voglio bene. Tu sei molto
di piu' ma io ora posso arrivare solo fino a qui. Tu sei una donna così diversa
da quelle che ho frequentato finora. Tu sei l'opposto di tutte, anche delle
due sole donne di cui mi sono innamorato. Io per te non ho provato, appena ti
ho vista, quella passione travolgente. Noi siamo affini in tante cose. Mi piace
stare con te. Non mi annoio mai. Tu sei seria, colta, elegante e raffinata.
Tu sei una strana eccezione per me e nella mia vita. Se tu avessi figli
- per il tipo che sei - non mi avresti neppure considerato perchè avresti
accettato di stare comunque in un matrimonio finito, per amore dei tuoi ragazzi".
Io:
"Uffa! Ma come si fa a non dirti che sei bello. Io ti vedo così. A un
amico platonico dico che è di buona compagnia, gentile e carino. Non volevo
parlare di queste cose. Ma se tu lo desideri, allora lo facciamo"
Lui:
"No, se non vuoi, no. Solo che io ti devo dire quello che sto passando. Io non voglio celarti nulla"
Io:
"Quando ti ho conosciuto, tu eri l'ultimo uomo che io avrei mai pensato
di frequentare. Troppo donnaiolo, hai una moglie e un figlio. E invece sono
qui. Non sono follemente innamorata di te però mi piaci, siamo affini e
con te sto bene. Non vedo ragioni per privarmi di questa cosa bella che c'è
tra noi. Si vedrà come evolverà. Io penso che tu ti immagini che io, libera
e sola, possa volere un uomo tutto per me. Bene, io ora ho te e mi basti
tu".
Lui:
"Si. La penso questa cosa, e poi ne penso anche un'altra. E poi io non
riesco sempre ad essere leggero su di noi. Ogni tanto ci riesco, ma a volte
non ci riesco."
Io:
"Lo so. Tu pensi di essere il mio passatempo. Non è così. Ti sbagli. Tu non sei la spalla sulla quale riverso i miei dispiaceri. Non sono annoiata, e invece di farmi il giardiniere, mi faccio il manager. Io sono qui per te, per quello che sei. Secondo me, poi, noi abbiamo un problema da superare. E questo vale per entrambi. Io con te mi trattengo. Non ti accorgi che ti dico poco che ho voglia di vederti?. Non ti ho mai detto una volta che mi manchi, eppure mi sei mancato a volte. Non ti chiamo mai. Non lo faccio perchè ho paura che tu ti senta legato da me. Io vorrei dirti tante cose perchè sono piu' impulsiva di te e sono - lasciami dire - passionale ed incosciente. Io ti sento trattenuto verso di me. Non ti lasci andare. Se continuiamo così non andiamo da nessuna parte. Io devo imparare a lasciarmi andare e tu devi superare questa preoccupazione. Ne guadagniamo entrambi. Quando siamo riusciti a farlo, è andato tutto meglio"
Lui:
"Non so se è così. Ci penserò. Forse hai ragione tu. Io devo superare l'ansia di non farti soffrire e di non esagerare e lasciare scorrere le cose con leggerezza. Non lo so."
Grazie per l'attenzione
SR

Cara SR,
ho scelto questa lettera - in mezzo a tante che di solito mi raccontano di  rapporti sbilanciati - proprio perché per una volta parla di un rapporto che, almeno dal dialogo che mi riporti, appare bilanciato e con delle ottime premesse per continuare serenamente, invece.
Il succo di quanto narri sopra è sostanzialmente che lui tiene a te, e a non farti soffrire, ma non è innamorato al punto da poter soffrire facilmente; e la cosa sembra esattamente speculare da parte tua.
C'è quindi stima reciproca, affetto, attenzione, rispetto, ma non assenza di focus dovuta a palpitazioni eccessive, o ad aneliti di possesso da amore travolgente e geloso.
Non solo, ma mi pare che non abbiate problemi a dirvi chiaramente come stanno le cose tra voi. È già molto più di quanto molte coppie riescano a fare, credimi.
Ora, per fare "gli amanti", come dici tu, cosa si può volere di più?
Siete tutti e due un po' legati, un po' limitati? Beh, accidenti, siete però anche sposati, per quanto tu in via di separazione - è comprensibile, no?
Siete due adulti consapevoli, sembra, non due ragazzini in preda ad afflati impulsivi. Io non ci vedo nulla di negativo.
Sono convinto che, alla fine del tuo percorso di separazione, ci sarà modo per te (e anche per lui) di rivedere com'è intanto proseguito il vostro rapporto, e di capire che tipo di futuro potrà avere. Non è infrequente che, a una donna nella tua posizione, una relazione serva "di passaggio" per approdare a nuove consapevolezze su ciò che desidera davvero una volta lasciato il proprio matrimonio alle spalle.
Per il momento, comunque, io proseguirei per questa strada, sempre che a te, come sembra, continui a dare gioia, piacere e soddisfazione senza troppe preoccupazioni o menate.
Poi, quando sarà il momento giusto, credo che capirai da sola cosa fare.
Guy

(Vuoi un consiglio, un confronto diverso sulla situazione sentimentale che stai vivendo? Chiedi un parere a lui! lapostadelcuore@style.it )


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