Non sei tu, è lei

di Guy Pizzinelli 

Lei rivela una parte di sé inaspettata. E poi scopre quanto
possa essere egocentrica una donna. Guy risponde a Carla

Guy Pizzinelli

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Photo Corbis

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Salve,
mi chiamo Carla e sono una donna di quasi 50 anni, sposata. Quest'
estate ho incontrato una donna più grande di me di circa dieci anni: come l'ho vista ho sentito un colpo allo stomaco; non riuscivo neanche a parlarle. Per motivi di lavoro, abbiamo passato assieme cinque giorni, e alla fine ci siamo scambiate i numeri. Dopo circa una settimana, ha iniziato a mandare sms simpatici, carini, del tipo "ti penso", "cosa stai facendo?" e via di seguito. Io ho trovato simpatico tutto ciò, e con l'andare del tempo ho iniziato ad aspettare con trepidazione questi sms: se non la sentivo, la contattavo io. Lei, a ogni mia domanda personale, rispondeva in maniera evasiva o con messaggi molto intriganti. Poi, un giorno, mi dice che è triste e che la sua relazione non le da più soddisfazione.
In breve, andiamo avanti così per un mese, sempre con gli sms, e a un certo punto le dico chiaramente che mi sono innamorata di lei.
Non l'avessi mai più fatto: mi dice che ho frainteso, che fra me e lei ci poteva stare solo amicizia… insomma, alla fine abbiamo litigato.
Per un mese e mezzo lei non si è più fatta sentire, e poi, poco per volta, ha iniziato di nuovo con gli sms, fino a quando mi ha contattato telefonicamente. Dopodiché mi chiamava quasi tutti i giorni, anche solo per dirmi ciao.
A ottobre, per il suo compleanno, le mando un regalo accompagnato da un mazzo di rose.
Lei mi chiama, e per la prima volta parliamo apertamente: le dico che è la prima volta che mi innamoro di una donna, e che può ben capire quello che sto passando.
Lei mi chiede come ho fatto a capire che lei era lesbica, precisa che nonostante io le piaccia, la situazione è difficile. Si è offesa perché lei non aveva fatto niente per alimentare i miei sentimenti, e precisa ancora che tutto quello che mi poteva offrire era amicizia. Allora, per la seconda volta abbiamo litigato.
Sono settimane che non la sento più e sto veramente male: nonostante
tutto non voglio perderla, e vorrei costruire un'amicizia con lei.
Come posso fare? Dove ho sbagliato?
Carla

Cara Carla,

noi uomini chiamiamo queste donne "F di legno", in genere. Ci irritano e ci fanno incazzare sin da adolescenti con il loro modo di voler essere inseguite, messe al centro dell'attenzione, adorate, per poi ricambiare con atteggiamenti di distacco - che spesso finiscono in litigi - quando ci azzardiamo a chiedere loro di più, anche solo di essere contraccambiati. Benvenuta nel mondo dei maschi, quindi. : )
Dici bene, sai: avrebbe potuto lasciarti perdere dopo il primo litigio; avrebbe dovuto essere grata per la sincerità dei tuoi sentimenti e dirti "Grazie, ma no grazie". Invece, ha bisogno che tu stia lì, nella sua corte; e probabilmente ora è là che attende che tu ti rifaccia viva, per gettarti qualche briciola e giocare ancora un po' con te.
Tu chiudi dicendo che vorresti mantenere l'amicizia, con lei, ma non è amicizia ciò che vuoi davvero, e lo sai. E comunque, con questa tizia non vedo alcun margine per un'amicizia sincera.
Invece di perdere tempo a farti trattare come un giocattolino, data anche la complessità della tua situazione - sei sposata, con dei sentimenti del tutto nuovi per lo stesso sesso - potresti forse volerti concentrare sulla tua vita, anche quella intima, e capire se e cosa ci sia da cambiare e quale direzione puoi prendere, oppure se questa sia stata soltanto una sbandata senza basi reali.
Finirai comunque per capire un po' di più di te stessa, e per sottrarti ai capricci di una donna che mi pare non voglia altro che essere messa su un piedistallo.
Alla larga, quindi.
Buona fortuna,
Guy

(Vuoi un consiglio, un confronto diverso sulla situazione sentimentale che stai vivendo? Chiedi un parere a lui! lapostadelcuore@style.it )